C'è un momento in cui capisci che la Cina non è un paese. È un universo parallelo. Lo capisci quando fuori dal finestrino scorrono risaie, grattacieli e montagne sacre come fotogrammi di tre secoli diversi proiettati sulla stessa traiettoria. Lo capisci quando ti trovi davanti a 8.000 guerrieri di terracotta e all'improvviso senti il peso (e il fascino) di 2.200 anni di storia. Lo capisci quando, con una tazza di tè al gelsomino tra le mani, la guida ti spiega che secondo la tradizione cinese è composta da tre parti: la terra, il cielo e l'uomo in mezzo — e che bere quel tè significa trovare armonia tra tutti e tre.

Questo itinerario di 15 giorni è il racconto del mio viaggio attraverso tre delle città più straordinarie della Cina: Xi'an, capitale dell'ovest e porta d'oriente sulla Via della Seta; Chengdu, città dei panda e dei sapori piccanti del Sichuan; Chongqing, l'ipnotica megalopoli da 32 milioni di abitanti costruita sulle montagne come un sogno impossibile di cemento e neon. In mezzo, deviazioni verso canyon che sembrano usciti da una leggenda, villaggi di artigiani della porcellana, montagne sacre al taoismo e cascate sul Fiume Giallo.

Se stai cercando un viaggio che ti cambi la prospettiva sul mondo, sei nel posto giusto.

Info pratiche: cosa sapere prima di un viaggio in Cina

Se stai organizzando un viaggio turistico in Cina e sei cittadino italiano, puoi attualmente beneficiare dell’esenzione dal visto per soggiorni brevi. Questo significa che, per vacanze di breve durata, non è necessario richiedere il visto prima della partenza, purché il viaggio sia esclusivamente a scopo turistico e non preveda attività lavorative. È fondamentale avere un passaporto con validità residua adeguata e un biglietto di uscita dal Paese. Poiché le normative possono cambiare, prima di partire verifica sempre gli aggiornamenti sul portale ufficiale di Viaggiare Sicuri, così da controllare eventuali modifiche su durata e condizioni di ingresso.

Assicurazione di viaggio per la Cina

Viaggiare in Cina senza assicurazione non è una buona idea. Le strutture sanitarie per gli stranieri possono essere costose e l’assistenza in lingua non è sempre garantita.

Io consiglio di partire coperti con una buona assicurazione di viaggio. Se segui il mio link, puoi ottenere uno sconto Heymondo, che offre coperture per spese mediche, imprevisti, cancellazioni e assistenza h24 e  - come vedrai - ha un ottimo rapporto qualità-prezzo. Io la utilizzo da oltre 7 anni. 

E-SIM con VPN integrata

In Cina, come saprai, molti servizi occidentali non sono accessibili senza una VPN (neppure i social da noi più comuni come Instagram, Facebook e Whatsapp). Per questo motivo, la soluzione migliore è partire già con una e-SIM con VPN integrata, che ti permetta di navigare senza problemi appena atterri.

Usando il mio codice sconto puoi ottenere una e-SIM con ottima connessione, stabile in tutte le zone del viaggio. Avendo comparato due diverse e-SIM, posso consigliarti a occhi chiusi Saily, decisamente più stabile e performante. Utilizzando il mio codice Manuelavitulli potrai beneficiare anche di uno sconto interessante

Powerbank: attenzione alle certificazioni

Un dettaglio importante che molti viaggiatori scoprono solo all’aeroporto: i powerbank con marchio CE non sono ammessi sui voli interni in Cina. Dovrete sbarazzarvene non appena prenderete il primo volo dalla Cina.

Il mio consiglio è di viaggiare senza powerbank da casa e acquistarne uno direttamente in Cina con marchio CCC, facilmente reperibile nei centri commerciali o nei negozi di elettronica. Così eviterai problemi ai controlli di sicurezza. Anche perché in Cina powerbank super performanti costano pochissimo: dai 6 euro ai 16 euro! Io, ad esempio, l'ho comprato in aeroporto appena arrivata (dove costano un po' di più) e l'ho pagato circa 16 euro. 

Pagamenti in Cina

Viaggiare in Cina è completamente diverso da qualsiasi altro Paese. Nella maggior parte dei casi non è possibile utilizzare direttamente la carta di credito e nemmeno i contanti. Per i pagamenti è indispensabile scaricare prima della partenza AliPay e WeChatPay, inserire la propria carta di debito/credito e il proprio documento. Così facendo, con queste app potrete fare di tutto e, soprattutto, pagare. 

Quando andare

La primavera (aprile-maggio) e l'autunno (settembre-ottobre) sono i periodi migliori. Le temperature sono miti, le piogge contenute e i siti non ancora sovraffollati dalla stagione estiva. Io ho viaggiato ad aprile e le condizioni erano perfette: giornate luminose a Xi'an, aria fresca sulle montagne e un'umidità gestibile a Chengdu. A Chongqing iniziava a fare già molto caldo (non oso immaginare in piena estate!). 

Come muoversi

La Cina ha una rete ferroviaria ad alta velocità tra le più estese e efficienti al mondo. Il treno da Xi'an a Chengdu (linea D1913) copre la distanza in poco meno di 4 ore con una velocità massima di 450 km/h — un'esperienza di viaggio che è già parte dell'avventura. Per gli spostamenti urbani, metro e taxi sono economici e affidabili.

Lingua

Il mandarino è la lingua ufficiale. L'inglese è parlato nei grandi hotel e nelle attrazioni turistiche principali, ma nelle strade e nei ristoranti locali è quasi assente. Google Translate con la funzione fotocamera (per leggere i menu in cinese) è diventato il mio migliore alleato. Ad ogni modo non temete: vedrete che i cinesi proveranno ad aiutarvi in ogni modo, pur non capendo l'inglese. 

Dove dormire

Per scegliere dove dormire, date un'occhiata qui oppure su Trip.com. Generalmente in Cina lo standard degli hotel è molto alto anche spendendo poche decine di euro (troverete vanity set, pantofole, asciugamani e molto altro gratuitamente in camera). 

Xi'an — La Capitale dell'Ovest

Xi'an si chiama così da oltre duemila anni: il nome significa letteralmente 'pace dell'ovest'. Ma è una pace costruita sopra secoli di potere, guerra, dinastia e rinascita. Questa città è stata la capitale di 14 diverse dinastie cinesi — dalla Zhou occidentale alla Tang — e ha ospitato la corte imperiale per più tempo di qualsiasi altra città al mondo. Oggi lo Shaanxi, la provincia di cui Xi'an è capoluogo, viene definito un 'museo storico a cielo aperto': sul suo territorio si trovano oltre 50.000 siti e reperti storici, e ben 3 siti UNESCO per un totale di 9 elementi riconosciuti Patrimonio dell'Umanità.

Ma è anche la città da cui partiva la Via della Seta. Oltre 2.100 anni fa, Zhang Qian partì da qui — allora si chiamava Chang'an — per aprire una rotta commerciale che avrebbe collegato Oriente e Occidente, mettendo Xi'an in contatto con oltre 300 paesi e territori. Camminare per questa città significa percorrere queste stesse strade e sentire addosso il peso meraviglioso di tutto questo.

L'Esercito di Terracotta

Non esiste modo di prepararsi davvero alla Fossa n°1. Puoi aver visto mille foto, puoi averne letto su ogni guida del mondo, ma quando entri e vedi quelle migliaia di figure allineate nell'oscurità della fossa — guerrieri, ufficiali, ognuno con un volto diverso, ognuno unico — ti si ferma il respiro. Dal vivo è davvero impressionante, tanto che molti lo considerano l’ottava meraviglia del mondo!

L'Esercito di Terracotta fu creato per custodire nell'aldilà il primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang, che unificò il paese nel 221 a.C. Sono stati rinvenuti oltre 8.000 soldati, 130 carri da guerra e 670 cavalli, ma gli archeologi stimano che il sito non sia ancora stato esplorato completamente (si stima che almeno la metà dei guerrieri debba essera ancora ritrovata). Pensa che per 2000 anni questo luogo è rimasto avvolto nel mistero: l'esercito di terracotta è stato scoperto per caso da alcuni contadini, solo nel 1974.

Una curiosità: il mausoleo centrale dell’imperatore Qin Shi Huang non è mai stato aperto per timore di danneggiare i reperti e a causa di antiche leggende che parlano di trappole e fiumi di mercurio, confermati in parte da analisi del suolo. Incredibile no?

Ciò che mi ha colpita di più non è la scala imponente, ma il dettaglio: ogni guerriero ha capelli, armatura, espressione facciale e postura diversi. Non sono copie seriali, sono ritratti. Una celebrazione collettiva dell'individualità dentro la massima espressione del potere centralizzato. Un'affascinante contraddizione.

Le Piscine di Huaqing e il Canto del Rimpianto Eterno

A pochi chilometri dall'Esercito di Terracotta, ai piedi del Monte Li, si trovano le Piscine di Huaqing — terme imperiali risalenti alla Dinastia Tang. Qui soggiornava l'imperatore Xuanzong con la sua amata consorte Yang Guifei, protagonista di una delle storie d'amore più celebri della letteratura cinese.

La leggenda racconta che l'imperatore, uno dei più potenti del suo tempo, si innamorò perdutamente di Yang Guifei e smise di occuparsi degli affari di stato. Due generali ne approfittarono per ribellarsi, e la tragedia che ne seguì rimane impressa nella poesia di Bai Juyi come 'Il Canto del Rimpianto Eterno'. Da allora, gli imperatori cinesi hanno tradizionalmente limitato il potere dei generali per timore di nuove ribellioni.

La sera, sul lago dei Nove Draghi con il Monte Li come sfondo naturale, va in scena uno spettacolo di luci, danza e teatro che mette in scena questa storia d'amore imperiale. È uno spettacolo immersivo sull'acqua, uno dei più grandi eventi live all'aperto della Cina e del mondo intero, e si chiama "Il canto del rimpianto eterno" (The song of everlasting sorrow). La natura circostante fa da cornice ed è a suo modo parte intrinseca della performance. Avevo già avuto modo di sperimentare la magia degli spettacoli cinesi all'aperto nel Fujian e anche stavolta ne ho avuto la conferma: sono semplicmente mozzafiato. 

Le Mura Antiche

Xi'an è l'unica grande città cinese ad aver conservato intatta l'intera cinta muraria, risalente alla Dinastia Ming (XIV secolo). Una storia quasi per caso: quando Mao Zedong avviò la modernizzazione della Cina e iniziò ad abbattere le mura delle città — a partire da Pechino — Xi'an resistette. Le sue mura sono sopravvissute, e oggi si estendono per circa 14 chilometri, abbastanza da percorrerle in bicicletta o a piedi.

Il Gate Inferiore (Nanmen, la Porta Sud) è il più bello e il più fotografato. Ma l'esperienza più suggestiva è salire sulle mura al tramonto, quando la luce si fa calda e avvolgente e il contrasto con i grattacieli moderni sullo sfondo diventa quasi irreale. Antico e moderno che si fondono: questa è Xi'an.

La Pagoda della Grande Oca Selvatica

Costruita nel 652 d.C. durante la Dinastia Tang, la Pagoda della Grande Oca Selvatica è uno dei simboli di Xi'an e uno dei monumenti buddisti più importanti della Cina. Fu voluta dal monaco Xuanzang — lo stesso che ispirò il romanzo 'Viaggio in Occidente' — per conservare i testi sacri che aveva riportato dall'India dopo un viaggio leggendario durato 17 anni.

Intorno alla pagoda si estende un enorme parco con fontane danzanti, statue e spazi aperti dove i locali fanno esercizio fisico, volano aquiloni e suonano strumenti tradizionali. È uno dei luoghi di Xi'an dove si percepisce meglio la vita quotidiana della città, non solo la sua storia.

Le Dodici Ore di Chang'an

'Le Dodici Ore di Chang'an' è un'attrazione culturale immersiva unica: un intero quartiere ricostruito in perfetto stile Tang, dove attori in costume vivono e lavorano come se fossero nell'VIII secolo. Artigiani, cuochi, calligrafhi, musicisti — tutto funziona come in un set cinematografico permanente, aperto al pubblico.

L'attrazione prende il nome da una serie tv cinese di grande successo ambientata nella Chang'an dell'epoca Tang. La scenografia è meticolosa, i dettagli dei costumi impeccabili. 

Quando arrivi in Cina ti accorgi subito di una cosa: l’Hanfu non lo indossano solo i turisti — lo indossano prima di tutto i cinesi, nei weekend, nei luoghi storici, per le occasioni speciali.
Cos’è l’Hanfu? L’abito dell’etnia Han, la più grande della Cina, con una storia di oltre 3.000 anni.
Maniche lunghe e vaporose, strati sovrapposti, colori che sembrano usciti da un affresco imperiale. Con la dinastia Qing, nel 1600, quasi scomparve. Oggi (l’avevo già notato con lo scorso viaggio) lo vedi tra i templi, nei parchi, nelle vie storiche.
Io non potevo non provarlo, ovviamente. Ho indossato un abito Hanfu risalente a oltre 2.000 anni fa — la Dinastia Han — per un'esperienza di vestizione tradizionale che non dimenticherò.

Il Quartiere Musulmano e lo Street Food

Xi'an ha una comunità musulmana radicata da oltre mille anni, discendente dai mercanti arabi che percorrevano la Via della Seta. Il Quartiere Musulmano (Huimin Jie) è il cuore pulsante di questa tradizione: un labirinto di vicoli profumati di spezie, fumo di carbone e olio caldo, dove ogni angolo nasconde un banchetto di street food. Nel quartiere c'è anche una moschea di grande bellezza, costruita in stile cinese ma con elementi islamici integrati nell'architettura. È uno dei luoghi più particolari e meno noti di Xi'an.

Cosa mangiare assolutamente a Xi'an:

- Roujiamo — il 'panino cinese', carne di agnello o manzo tritata in un pane croccante. Era il "fast food della Via della Seta" e ora si trova anche nei ristoranti. Davvero delizioso!

- Biang Biang Noodles — noodles larghi e piatti, tipici di Xi'an, conditi con olio piccante, aglio e verdure. Il nome è onomatopeico, dal suono che fanno quando vengono sbattuti sul piano di lavoro.

- Zuppa di pane con carne (Paomo) — spezzoni di pane azimo in brodo con agnello e montone. Nata dai mercanti arabi nel deserto, è oggi uno dei piatti simbolo di Xi'an.

- Spiedini, dolci di riso glutinoso, spaghetti freddi — da provare tutto, camminando o condividendo ogni pietanza a tavola.

✈ Tip: Prova i dumpling al ristorante Da Fa Ciah, nel centro di Xi'an, aperto dal 1936. I mini dumpling vengono serviti in numero variabile: secondo la tradizione cinese, il numero rivela la tua fortuna. Due dumpling = doppia felicità.

La Grande Tang e il Vicolo Defu

La Grande Tang Città Notturna (Datang Buyecheng) è un'area pedonale aperta la sera, ispirata allo splendore della Dinastia Tang. Statue illuminate, spettacoli di danza, fontane colorate e una folla di giovani cinesi in abiti Hanfu che si fanno selfie: è una versione pop e festosa della storia, e funziona benissimo.

Il Vicolo Defu (Defu Alley), invece, è il quartiere dei bar e delle caffetterie alternative di Xi'an: locali con musica live, craft beer, cocktail creativi e una clientela giovane e internazionale. Per chi vuole una serata diversa dopo giornate intense di storia.

Fuori Xi'an: Tongchuan e il Monte Huashan

Tongchuan — Il Borgo Antico di Chenlu

A circa due ore di pullman da Xi'an, il borgo antico di Chenlu è uno di quei luoghi che non trovi nelle guide turistiche standard — e per questo è ancora autentico. Chenlu è famosa per la sua tradizione nella produzione di porcellana e ceramica, un'arte che qui viene tramandata di generazione in generazione da secoli.

Quello che rende Chenlu unica è la sua architettura: le case del villaggio sono letteralmente costruite con i cocci di porcellana di scarto — frammenti di piatti, vasi e tazze non riusciti vengono incorporati nei muri, nei pavimenti, nelle strade. Il risultato è una texture visiva incredibile, dove ogni superficie è un mosaico involontario di storia ceramica. Sul territorio si trovano alcuni dei forni originali dove, durante la dinastia Song, si producevano le ceramiche per l'imperatore. La tradizione si tramanda di generazione in generazione ancora oggi.

✈ Tip: Visita gli atelier degli artigiani locali: molti accettano visitatori e si può assistere dal vivo alla lavorazione della porcellana.

Monte Huashan — La Montagna della Morte

'Il monte più ardito e misterioso al mondo'. Non è un titolo inventato dai tour operator o sui social: il Monte Hua è una delle cinque montagne sacre del Taoismo, e la leggenda vuole che proprio qui Lao Tze, il fondatore del Taoismo, abbia tenuto uno dei suoi sermoni. Da allora, per secoli, monaci eremiti hanno vissuto tra queste rocce cercando l'illuminazione.

Huashan è famosa anche per qualcosa di più moderno e vertiginoso: il Plank Walk. Si tratta di tavole di legno larghe meno di mezzo metro, inchiodate direttamente sulla parete verticale della montagna, con centinaia di metri di vuoto sotto i piedi e una catena arrugginita come unico appiglio. Questa ferrata non è per tutti — ma, per chi l'affronta, l'adrenalina e la vista sono indimenticabili.

Io posso assicurarvi che, anche senza il Plank Walk, Huashan è spettacolare: sentieri scavati nella roccia, templi taoisti appollaiati su picchi impossibili, una nebbia mattutina che avvolge tutto in un'atmosfera quasi soprannaturale.

✈ Tip: Considera la funivia per la salita (più comoda) e la discesa a piedi per godere del paesaggio. Portate scarpe con suola antiscivolo e acqua a sufficienza. Valutate bene se fare o meno l'escursione se soffri di vertigini: anche solo la funivia potrebbe rivelarsi impegnativa. 

Yan'an — Canyon, Storia e Cascate

Il Grand Canyon di Yucha (Ganquan)

Chiamarlo 'l'Antelope Canyon dell'Asia' non è esagerato. Il Grand Canyon di Yucha, nella contea di Ganquan, è una fenditura nella roccia arenaria creata da millenni di erosione idrica: pareti verticali di colore rosso-arancio, giochi di luce che cambiano ogni ora del giorno, forme scolpite dal tempo in spirali e onde. È uno dei posti più fotogenici che abbia mai visitato. E sì, mi ha ricordato molto l'Antelope Canyon (che ho esplorato durante il mio viaggio on the road negli Stati Uniti), solo che questo è molto più verde e molto meno battuto. 

All'interno del sistema di canyon si trova il 'Butterfly Canyon', uno dei canyon secondari scoperto solo nel 2010 e ancora quasi sconosciuto al turismo occidentale. Vi si accede solo con visita guidata, il che lo rende ancora più esclusivo. 

"La luce dentro il canyon cambia ogni quindici minuti. Ti siedi, aspetti, e ogni volta che guardi il mondo è diventato un colore diverso."

Yangjialing — La Rivoluzione nelle Grotte

Nella città di Yan'an, tra il 1938 e il 1948, si trovava il centro politico e ideologico della rivoluzione comunista cinese. Dopo un bombardamento aereo giapponese nel 1938, il Comitato Centrale del Partito Comunista si trasferì qui, nelle grotte scavate nella terra gialla dello Shaanxi. Mao Zedong trascorse a Yangjialing il periodo più lungo rispetto a qualsiasi altro luogo, ed è qui che nel 1945 si tenne il VII Congresso Nazionale del PCC — quello che sancì ufficialmente il Pensiero di Mao Zedong come ideologia guida del Partito.

Le grotte-abitazione sono ancora visitabili: piccoli ambienti scavati nella terra, arredati con mobili semplici di legno, dove vivevano i leader rivoluzionari. È uno di quei luoghi che, indipendentemente da ogni giudizio storico, ti ferma a riflettere su come le idee che hanno cambiato il mondo siano nate in posti molto ordinari. Ma è anche il luogo giusto per approfondire la conoscenza della Cina e del suo turismo rosso, molto sviluppato nel Paese. 

Zaoyuan e le Cascate di Hukou

Il Giardino di Zaoyuan è un altro sito della storia rivoluzionaria di Yan'an, dove si possono visitare le grotte dove vivevano i principali leader del Partito tra il 1943 e il 1947. Ma la tappa più scenografica della giornata sono le Cascate di Hukou, sul Fiume Giallo.

Hukou significa 'bocca di brocca': il Fiume Giallo, che scorre largo e maestoso, si restringe improvvisamente in un canyon di soli 30 metri di larghezza e precipita per 20 metri in una cascata fragorosa, color ocra per il sedimento di loess che porta con sé. È la cascata più grande dell'Asia orientale, e il boato si sente da lontano. Il contrasto tra l'acqua gialla e la roccia è qualcosa che non si vede da nessun'altra parte al mondo - ma questo potrete vederlo nitidamente se capitate qui in una giornata con un meteo più fortunato di quello che ho beccato io. 

Chengdu — La Città dei Panda e del Tè

Chengdu è rilassata, creativa, deliziosa. Se Xi'an è il peso della storia, Chengdu è la leggerezza del presente. È una città che sa godersi la vita — un'arte che i suoi abitanti hanno elevato a filosofia: si chiama 'ba shi', l'arte dello stare seduti, del conversare, del bere tè senza fretta. Chengdu ha più sale da tè pro capite di qualsiasi altra città cinese, e questo dice tutto.

Gelati, semafori, bagni pubblici — tutto a Chengdu è dedicato ai panda. E camminare per questa città è un'esperienza straniante e dolcissima allo stesso tempo, perché ti rendi conto di essere in un posto dove un animale è diventato letteralmente l'anima di un'intera metropoli.

Ma dietro questa "ossessione collettiva" c'è una storia bellissima — e vale la pena conoscerla davvero. Il panda gigante era sull'orlo dell'estinzione. Caccia, deforestazione, un tasso di natalità bassissimo: tutto sembrava remare contro la loro sopravvivenza. Poi, nel 1987, a Chengdu è nata la Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding — di cui parliamo meglio tra pochissimo - fondata con soli sei panda salvati, oggi è il più grande centro di ricerca e allevamento in cattività del mondo, con oltre 260 esemplari. Un risultato che, se ci pensi, è quasi un miracolo.

La Cerimonia del Tè

Una delle esperienze più memorabili di Chengdu è la cerimonia del tè con i maestri locali. Non è un semplice assaggio: è un rito, un insegnamento, una filosofia condensata in una tazza.

La guida mi ha spiegato il significato della tazza tradizionale: la parte inferiore rappresenta la Terra, la parte superiore il Cielo, e la parte centrale l'essere umano nel mezzo. Bere il tè significa cercare l'armonia tra i tre. Ho assaggiato il tè al gelsomino (Jasmine Tea), servito in tazze di porcellana finissima, in un giardino antico nel People's Park.

Le case da tè di Chengdu nascondono una tradizione che non ti aspetti: la long mouth teapot performance, dove i maestri versano l’acqua con bollitori dal becco lungo fino a un metro, con movimenti acrobatici studiati per anni. Non è solo estetica — è una forma d’arte nata nel Sichuan per intrattenere gli ospiti durante la cerimonia del tè.

✈ Tip: La cerimonia del tè costa circa 400 yuan (tè incluso). Scegli locali storici nel quartiere vecchio o nel People's Park, non le versioni turistiche nei centri commerciali.

People's Park, Chengdu — dove il tempo rallenta davvero

Se c'è un posto a Chengdu che ti toglie il fiato non per la grandiosità, ma per la semplicità, è questo.

Il People's Park esiste dal 1911 — ed è rimasto, nel cuore di una metropoli da 14 milioni di abitanti, uno spazio dove la gente viene ancora a vivere, non a posare per una foto. Anziani che giocano a mahjong sotto gli alberi, gruppi di donne che ballano al ritmo di musica folk, uomini che leggono il giornale senza fretta. È la Cina che non ti aspetti, quella autentica, quella che più amo. 

La prima cosa da fare, obbligatoriamente, è sedersi alla Heming Teahouse — una delle case da tè più antiche e famose di Chengdu — ordinare un tè al gelsomino e semplicemente stare. Osservare. Lasciare che il ritmo della città ti entri dentro.

Ma il People's Park ha anche un'anima curiosa e un po' romantica: nel weekend si tengono i cosiddetti "marriage market", mattinate in cui i genitori si incontrano per trovare l'anima gemella per i propri figli. Due bacheche — una per gli uomini, una per le donne — tappezzate di foglietti scritti a mano con età, professione, stipendio e caratteristiche del candidato ideale. In un Paese così tecnologico, è una delle cose più surreali e tenere che abbia mai visto. 

Ingresso gratuito. Aperto tutti i giorni dalle 6 alle 22. Meglio andarci la mattina presto, quando il parco si risveglia con il tai chi e l'aria sa ancora di rugiada.

Il Centro di Ricerca dei Panda Giganti

I panda sono un tesoro nazionale cinese — letteralmente: ucciderne uno è punito con le stesse pene previste per l'omicidio. Vivono solo in Cina, e la loro sopravvivenza dipende da una combinazione di conservazione scientifica, riduzione del cambiamento climatico (che sta riscaldando le regioni di bambù) e gestione delicatissima della riproduzione.

Il Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding, fondato nel 1987 dal governo municipale, è il principale centro mondiale per la riproduzione e la conservazione dei panda giganti. Ospita decine di esemplari in ambienti naturali riprodotti fedelmente, ed è possibile osservarli da vicino mentre mangiano bambù — trascorrono fino a 14 ore al giorno mangiando — o dormendo, o si rotolano pigri sui rami.

Alcune cose che ho scoperto sui panda e non sapevo:

- Le mamme panda hanno il 50% di probabilità di partorire gemelli, ma spesso solo uno sopravvive perché il latte non è sufficiente per entrambi. Il cucciolo viene tenuto in bocca dalla madre per mantenerlo al caldo. La madre massaggia il pancino del neonato con la lingua per aiutarlo nelle funzioni vitali.

- Il panda più longevo ospitato dalla riserva ha 37 anni.

- I panda appartengono alla famiglia degli orsi — nonostante l'aspetto coccoloso e ingenuo.

- I panda originariamente vivevano in Europa - questa non avrei potuto mai immaginarla!

Il consiglio che ti do è di andarci prestissimo la mattina, tra le 8 e le 10: è in quelle ore che li vedrai più attivi, mentre mangiano e si muovono. Con il caldo del pomeriggio — e Chengdu d'estate è afosa — tendono a ritirarsi nelle strutture climatizzate. Se poi riesci ad andarci tra luglio e settembre, nella nursery puoi vedere i cuccioli appena nati, grandi come un palmo di mano, o i piccoli di 3-4 mesi alle prese con le prime goffe capriole. Preparati a scioglierti. 

E se vuoi un'esperienza ancora più intima, c'è anche la Dujiangyan Panda Valley, a circa un'ora da Chengdu: meno affollata, immersa in un ambiente naturale, con programmi di volontariato e la possibilità, in certi periodi, di interagire più da vicino con i panda sotto supervisione.

L'Opera del Sichuan e il Biàn Liǎn

Il Biàn Liǎn — il 'cambio di maschera' — è una delle arti performative più misteriose e spettacolari della Cina. Gli attori dell'Opera del Sichuan cambiano maschera in frazioni di secondo, con movimenti così rapidi da risultare invisibili. Come ci riescano è un segreto di stato — letteralmente: la tecnica è classificata come patrimonio culturale protetto, e non può essere insegnata agli stranieri né divulgata.

Ho assistito allo spettacolo al Teatro Fu Rong Guo Cui: acrobazie, fuoco, marionette, musica tradizionale e il cambio di maschera come atto finale. Ci vogliono anni di pratica per padroneggiare questa tecnica, e ogni performance è diversa dall'altra.

I Quartieri Storici: Kuanzhai Xiangzi e Jinli

Kuanzhai Xiangzi (i 'Vicoli Larghi e Stretti') è un complesso di tre vicoli storici restaurati nel centro di Chengdu, dove gli edifici Qing sono stati convertiti in caffetterie, ristoranti, negozi di artigianato e gallerie d'arte. È il posto perfetto per passeggiare senza meta, acquistare qualcosa di fatto a mano e assaggiare spuntini locali.

Jinli è il mercato storico della città: bancarelle di seta, spezie, ricette tradizionali e opera del Sichuan in miniatura. Di sera si illumina con lanterne rosse e l'atmosfera diventa quasi fiabesca.

Taikoo Li e il Tempio Daci — quando 1.800 anni di storia finiscono dentro un centro commerciale

Immagina un open-air mall tra i più sofisticati d'Asia — vetrine di lusso, caffetterie di design, pavimenti che sembrano specchi — e poi, esattamente lì in mezzo, le mura rosse e i tetti curvi di un tempio buddista che esiste da quasi duemila anni. Non di fianco, non nelle vicinanze: dentro. Letteralmente incastonato tra i negozi.

Il magnifico Tempio Daci risale al III secolo d.C., al periodo dei Tre Regni, ed è il luogo dove il leggendario monaco Xuanzang — il personaggio reale che ha ispirato il romanzo "Il Viaggio in Occidente" — ricevette l'ordinazione monastica. Parliamo di uno dei testi più famosi della letteratura cinese, e di uno dei monaci più celebri della storia dell'Asia. Non è un dettaglio da poco. 

Il tempio era anticamente conosciuto come "La Prima Foresta di Monasteri dell'India Cinese", e durante le dinastie Tang e Song arrivò ad avere oltre 96 cortili. Poi le guerre, gli incendi, le ricostruzioni — come spesso accade in Cina, quello che vedi oggi è il risultato di secoli di distruzioni e rinascite. Ma l'anima del posto è rimasta intatta.

Quello che mi ha colpita di più non è stata l'architettura — bella, certo, con i suoi tetti a punta, le decorazioni di legno a forma di drago, i cortili con alberi di ginkgo, le lanterne e i nastri rossi appesi — ma il contrasto sensoriale. Entri dal portone del tempio e il rumore della città svanisce quasi di colpo. Fuori, persone con borse di lusso e caffè in mano. Dentro, incenso, silenzio, monaci. 

E poi c'è Taikoo Li, che da sola varrebbe un pomeriggio intero. Inaugurato nel 2015, è stato progettato con un sistema di "corsie lente" attorno al tempio — per ristoranti, sale da tè e boutique — e "corsie veloci" per i grandi brand internazionali (da non perdere la boutique di Vuitton, che qui è una vera chicca, tra gli store più belli che abbia mai visto). Un modo di costruire che sembra quasi un omaggio allo stile di vita di Chengdu: quella filosofia del man huo, il vivere lento, che qui è quasi una religione civile. Potrebbe sembrare un ossimoro, ma assicuro che qui sacro e profano sono perfettamente in armonia. 

La mia raccomandazione: arrivaci nel tardo pomeriggio, quando la luce taglia i vicoli e i tetti del tempio si tingono d'arancio. Siediti nella sala da tè del cortile interno — un tè al gelsomino costa pochissimo e si sorseggia tra le campane del tempio e il brusio della città. È uno di quei momenti in cui capisci che Chengdu non è contraddittoria: è semplicemente una città che ha imparato a contenere tutto. 

Il Parco Dongjiao Memory

Ex area industriale trasformata in distretto culturale, il Parco Dongjiao Memory è uno di quei luoghi che ti sorprende quando meno te l'aspetti. Vecchie fabbriche degli anni '50 convertite in spazi per concerti, gallerie d'arte, bar e studi creativi. Murales ovunque, musica live nei cortili, un'energia giovane e creativa che si respira in ogni angolo. Non è un must imperdibile, ma è la Chengdu che non trovi nelle guide. 

L'hot pot di Chengdu — ve lo racconto senza mentirvi

Premessa doverosa: l'hot pot non è il mio piatto cinese preferito. Detto questo, posso capire perfettamente perché per milioni di persone sia quasi una religione.

A Chengdu — e in tutta la regione del Sichuan — il brodo diventa rosso e piccante, saturo di peperoncino e pepe di Sichuan. Il concetto è semplice e geniale allo stesso tempo: una pentola fumante al centro del tavolo, solitamente divisa in due parti — una rossa, densa di sego di manzo e spezie, e una bianca più delicata a base di ossa o funghi — e una sfilata infinita di ingredienti crudi che ciascuno cucina da sé nel brodo. Carne, tofu, verdure, frattaglie. Tutto insieme, tutti attorno alla stessa pentola. È un rito sociale prima ancora che gastronomico. 

Quello che era nato come abitudine povera — una pentola, del cibo, un fuoco che non si spegne — è diventato nel tempo un gesto comunitario e condiviso, trasformandosi da tradizione domestica a fenomeno culturale tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Oggi Chengdu è riconosciuta dall'UNESCO come Città della Gastronomia, e l'hot pot ne è il simbolo assoluto. 

Il mio consiglio onesto: provatelo assolutamente, perché saltarlo a Chengdu sarebbe come andare a Napoli senza mangiare la pizza. Ma se non reggete il piccante, chiedete il brodo diviso — metà piccante e metà neutro — e usate la salsa di sesamo per smorzare il fuoco. E ordinate una birra ghiacciata. Fidatevi.

Quello che invece mi ha conquistata senza riserve è il contorno dell'esperienza: la confusione allegra del ristorante, il vapore che sale dalla pentola, la gente che ride e chiacchiera attorno al tavolo. A Chengdu l'hot pot non è solo cibo — è il modo in cui questa città socializza, celebra, esiste. E questo, indipendentemente dai gusti, vale il prezzo dell'esperienza.

Dove provarlo? Nel ristorante Zou Chuan, un posto davvero curato con un'atmosfera vivace. 

Yibin — Il Mare di Bambù

A circa tre ore da Chengdu, Yibin custodisce uno dei paesaggi più irreali che abbia mai visto: il Mare di Bambù di Shunan.

Ma prima di parlare del paesaggio, parliamo di Yibin stessa — perché questa città merita un momento di stupore tutto suo. Yibin è il punto esatto in cui il Jinsha, la sezione superiore dello Yangtze, diventa ufficialmente il Grande Fiume: è qui che nasce il corso d'acqua più lungo d'Asia. Per secoli Yibin è rimasta una città fluviale di provincia, conosciuta per il baijiu e poco più. Oggi è una realtà in piena trasformazione, uno di quei casi cinesi che ti fanno capire quanto velocemente possa cambiare un posto quando lo Stato decide di investirci: nuovi quartieri, grattacieli, infrastrutture, un polo industriale in crescita. La stessa città che nelle guide di vent'anni fa veniva descritta come un villaggio rurale oggi ha milioni di abitanti e uno skyline clamoroso che avanza. Non è ancora una metropoli come Chengdu o Chongqing, ma è chiaramente una città in corsa verso qualcosa di grande. A me ha sbalordito, come mi ha sbalordito la sua gente, dolcissima, che mi fermava per chiedermi foto. È evidente che, sebbene sia una città in forte sviluppo, non è ancora abituata al turismo occidentale. 

E poi c'è il Mare di Bambù — ed è qui che le parole iniziano a essere insufficienti.

Il Shunan Bamboo Sea è la foresta di bambù naturale più grande e rigogliosa del mondo, e si estende su ventisette montagne e più di cinquecento vette. La zona paesaggistica copre 120 km quadrati, interamente ricoperti di bambù verde smeraldo, con uccelli, cascate e torrenti impetuosi. Non è un parco. Non è un giardino. È un oceano vegetale che va avanti fino all'orizzonte, ondate di verde che si muovono tutte insieme quando soffia il vento — da qui il nome. 

In Cina il bambù ricopre circa 10 milioni di ettari — un terzo di tutta la superficie mondiale di bambù — e il Sichuan ne è il cuore verde per eccellenza. Non sorprende: questa pianta in Cina non è mai stata solo un materiale. È simbolo di resilienza, flessibilità, longevità. Si piega ma non si spezza — un'idea che torna continuamente nella filosofia, nella letteratura, nella calligrafia cinese. Secondo le guide del parco, l'aria all'interno della foresta ha un altissimo contenuto di ioni negativi di ossigeno: camminare qui è letteralmente una pulizia dei polmoni. 

Camminare nel Mare di Bambù è un'esperienza meditativa che non avevo previsto. Il fruscio delle canne nel vento, la luce filtrata che cambia colore a ogni ora del giorno, il fresco umido sotto le fronde. E una curiosità che ho scoperto solo sul posto: la famosa scena di combattimento nel film "La Tigre e il Dragone"— vincitore dell'Oscar come miglior film straniero nel 2001 — è stata girata proprio qui. Quelle canne che ondeggiano mentre i protagonisti si inseguono volando tra i rami? Sono queste. Lo stesso posto. E i cinesi si sono inventati anche un'attrazione curiosa su cui è possibile volare e imitare le scene del film. 

Un consiglio spassionato: prova un pranzo interamente a base di bambù. Io ho apprezzato tantissimo la scoperta delle varie tipologie di bambù (non immaginavo ne esistessero così tante, edibili). 

La sera rientra a Yibin per passeggiare lungo la confluenza dei tre fiumi — Yangtze, Min e Jinsha — e assaggiare gli spuntini tipici della città. Yibin è famosa anche per il suo baijiu (distillato di sorgo) e per una versione locale dei noodles piccanti.

Chongqing — La Città Cyberpunk Verticale

Trentadue milioni di abitanti. Costruita su una penisola montuosa alla confluenza di due fiumi. Strade che salgono e scendono su livelli diversi. Metropolitane che passano attraverso edifici residenziali. Una città costruita in verticale perché orizzontalmente non c'era spazio — o forse perché i chongqinesi hanno sempre amato le sfide impossibili.

Chongqing viene chiamata '8D City' per via degli effetti ottici creati dalla sua topografia: strade sopraelevate, ponti che sembrano collegare grattacieli a metà altezza, quartieri costruiti su livelli diversi della collina. Vista dall'alto di notte, con i riflessi sul fiume e le luci dei grattacieli, è uno degli skyline più spettacolari del mondo. Io me ne sono follemente innamorata

Piazza Kuixinglou e i Livelli della Città

La Piazza Kuixinglou è un esempio perfetto di come funziona Chongqing: si trova al livello del '22° piano', perché la città è costruita su strati sovrapposti di strade, passerelle e piazze. La piazza collega fisicamente diversi edifici e livelli urbani, in un modo che sfida qualsiasi logica convenzionale di pianificazione urbana. Se hai paura delle altezze, Chongqing potrebbe metterti a dura prova — ma varrà ogni momento di vertigine.

Il Borgo Antico di Ciqikou

Ciqikou è uno dei borghi storici meglio conservati di Chongqing: vicoli di pietra, edifici tradizionali con tetti neri, artigiani che lavorano la seta e la ceramica, venditori di street food sotto le grondaie. In contrasto con la modernità iperbolica del resto della città, Ciqikou sembra un'isola di tempo fermo. Non perderti il tempio Baolun, incastonato al suo interno. Si tratta di un antico santuario buddista con una storia di circa 600-1000 anni. Una vera oasi nel caos vivace di Ciqikou. 

Luohan Temple di Chongqing 

Costruito durante la dinastia Song, intorno al 1064–1067, è uno dei templi buddhisti nazionali chiave della Cina e sede dell'Associazione Buddhista di Chongqing. Il nome "Luohan" è l'equivalente cinese della parola sanscrita Arhat, che indica un uomo santo che ha abbandonato ogni desiderio terreno ed è entrato nel nirvana. All'interno si trovano incisioni rupestri buddhiste, di cui una alta oltre 20 metri con più di 400 bassorilievi. Nella Daxiong Hall sono custoditi tesori d'arte buddhista, tra cui una statua in bronzo dei Tre Santi dell'Ovest risalente alla dinastia Ming. Il tempio si trova nel cuore del moderno quartiere commerciale di Chongqing, circondato da grattacieli — un contrasto affascinante tra antico e moderno che ho molto apprezzato. Per me tappa imperdibile.

La Metropolitana Leggera di Liziwa

Uno dei sight più iconici e fotografati di Chongqing: la linea 2 della metropolitana leggera che attraversa un edificio residenziale di 19 piani — passando letteralmente tra il 6° e il 8° piano, dove gli appartamenti si trovano sopra e sotto i binari. È una di quelle cose che sembrano impossibili finché non le vedi con i tuoi occhi.

La Crociera Notturna sui Due Fiumi

Una sera, abbiamo preso una barca sul fiume per vedere Chongqing dall'acqua. Di notte, con le luci della città che si riflettono sul Jialing e sullo Yangtze, Chongqing è qualcosa che va oltre qualsiasi descrizione. Ponti illuminati che si specchiano nell'acqua, grattacieli che sembrano toccare le nuvole, la sagoma delle montagne sullo sfondo... magico, magnetico. Resta nel cuore.

Lo Show dei Droni

Se puoi visita Chongqing nel weekend (o comunque fermati fino al sabato sera). Perché? Ogni sabato sera, nel cielo di Chongqing vanno in scena migliaia di droni che disegnano forme, paesaggi e messaggi luminosi sopra la città. È una delle esperienze più incredibili e contemporanee che si possano avere — fantascienza che è già realtà. Lo spettacolo di droni più bello al mondo (ha stabilito anche un Guinness World Record nel giugno 2025, con 11.787 droni). A me questo show ha folgorato, mi ha commosso facendomi riflettere su quanto fossi fortunata nel poterlo ammirare, nel poter essere in quel momento in Cina, a Chongqing. 

✈ Tip: Posizionati sulla riva del fiume con una buona visuale verso il centro — è il punto migliore per vedere lo show. O, in alternativa, a bordo di una crociera fluviale - possibilmente non troppo turistica e gremita di gente. 

La Shancheng Budao — Il Percorso della Città Collinare

La Shancheng Budao è una passeggiata panoramica sospesa tra i livelli della città, che offre viste spettacolari sullo skyline di Chongqing e sul fiume. La sera, con la funivia che attraversa lo Yangtze e il belvedere Nanshan Yikeshu per il panorama notturno, è il modo perfetto per chiudere un viaggio cinese.

La Cina è uno dei Paesi che più ha sfidato le mie certezze da viaggiatrice. Non è un posto facile da capire in fretta, non è un posto che si lascia attraversare superficialmente. Richiede attenzione, curiosità, e la disponibilità a sospendere il giudizio davanti a qualcosa che non rientra in nessuna categoria precedente.

Quello che porto a casa non è solo un archivio di immagini e clip memorabili. Porto la sensazione di aver toccato qualcosa di antico e vivo allo stesso tempo. Porto il sapore del tè al gelsomino a Chengdu, la pace del mare di bambù, l'emozione davanti all'Esercito di Terracotta, le luci di Chongqing riflesse sul fiume.

E un ventaglio con una frase scritta in caratteri cinesi che la cara Melinda (la nostra accompagnatrice, dell'ufficio del turismo cinese) mi ha tradotto così: 'Con la calma, vai lontano'. Una frase di cui proverò a far tesoro. 

Viaggio promosso da Turismo Cinese - invito

All'interno dell'articolo sono presenti link di affiliazione