_La verità è che ci sono giorni in cui proprio non mi sento all'altezza._Di scrivere._Di crescere._Di avere voce in capitolo._Di migliorare.
Non mi vergogno di svelare le mie debolezze, ci sono giorni in cui proprio non mi sento all'altezza. Ecco._E sono certa che molti (ma soprattutto molte) di voi staranno tirando un sospiro di sollievo, perché sembra che i momenti di inadeguatezza siano riservati solo a una fetta - sfigata - di persone._La verità è che risulta più semplice raccontare di quei momenti in cui brilliamo piuttosto che di quelle giornate in cui ci sentiamo spenti. Inermi. Bloccati._"Stuck in a moment you can't get out of" come il titolo di uno dei miei brani preferiti degli U2._Che poi magari si è sempre in movimento, ma ci si sente ugualmente bloccati. Come se si avesse voglia di spiccare il volo ma c'è ancora qualcosa che ci tarpa le ali, che frena l'entusiasmo, che ci fa avere paura. Basta poco._Basta che una persona mi deluda affinché durante la mia corsa rallenti il passo fino a frenare._Mi basta assistere a delle ingiustizie (sia sul piano professionale che su quello privato) perché le mie certezze inizino a vacillare chiedendomi quale errore io abbia compiuto per sentirmi così._Per non sentirmi all'altezza._Spesso ricevo messaggi di amiche o lettrici (alcune di queste divenute amiche virtuali) che mi confidano il loro timore di sbagliare, la costante sensazione di non essere all'altezza, la costante paura di fallire che si scontra col loro ficcante desiderio di trasformare i propri sogni in realtà._E voglio scriverlo anche qui: capita anche a me._Anzi, capita a tutti, anche a chi parla solo della copertina patinata nascondendo l'involucro. Come se vivesse la vita perennemente a testa alta._Fa figo, tutti parliamo dei nostri successi perché nel condividerli aumenta vertiginosamente l'autostima a suon di complimenti e di "mi piace"._È lecito e credo nella condivisione delle cose belle (sia online che offline, senza ostentazioni)._Fa star bene.
Ma quante volte parliamo delle nostre debolezze?_Quante volte parliamo apertamente dei nostri problemi affinché possa nascere un confronto costruttivo?_Potrei parlarvi per ore dei miei pensieri su quello che ho realizzato e del timore di non riuscire a reggerne il peso, a sostenerne gli sviluppi, a reinventarmi._Perché nel mio lavoro bisogna reinventarsi continuamente, un processo che spesso accade senza neanche accorgersene.
 Mi piace osservare chi mi circonda e studiarne i comportamenti._In molte persone noto un'esasperazione del proprio io legata ad un'insicurezza personale. In altre persone, invece, riscontro un appiattimento, un annullamento dovuto a una palese sensazione di inadeguatezza._ E benché appaiano opposti, questi comportamenti sono pressoché analoghi: rispondono a delle lacune. Abbiamo tutti delle debolezze, abbiamo tutti dei momenti in cui ci sentiamo inermi, impotenti, bloccati. In cui non ci sentiamo abbastanza._Ma chissenefrega. Dopotutto._ Chissenefrega se non va sempre tutto come vorremmo, se qualche volta ci sembra di essere piombate nell'ennesimo episodio di Bridget Jones (nei panni della protagonista, ovviamente)._Che poi, pensandoci, a me Bridget Jones piace e alla fine della fiera si rivela anche un modello vincente._Quindi._Chissenefrega se le nostre mosse possono risultare opinabili agli occhi altrui._Non c'è rivoluzione senza disagio. _ E quindi quei momenti in cui mi sento inadeguata mi aiutano a capire che direzione prendere, su cosa lavorare sodo, dove sto sbagliando._Perché magari è proprio l'inadeguatezza ad essere sbagliata._Magari stiamo andando nella direzione giusta, ma non l'abbiamo ancora messa a fuoco.
Perché anche se alle volte non ci si sente all'altezza, beh, è umano. Non c'è nulla di male._ E si può essere ugualmente felici.
Sarà solo il caso di puntare verso nuove rotte. Nuovi progetti. Nuove sfide che ci facciano sentire inadeguatamente nuovi, vivi._Coming soon.