Viaggiare è una miccia che fa sentire vivi, è una passione che non si può frenare. Che non conosce limiti. Che sazia la sete di scoperta, che accultura.
Una passione che ci fa avvicinare continuamente alla bellezza. A svariati tipi di bellezza.
Io non potrei rinunciare a viaggiare e chi mi conosce lo sa bene.


Continuerò a viaggiare. 
L’avevo già scritto dopo l’ultimo attentato a Parigi e lo ribadisco adesso, dopo le ultime tragedie agghiaccianti che hanno fatto tremare il mondo, ancora una volta. Sto parlando degli attentati della scorsa settimana, tra cui quello a Istanbul.
Menziono Istanbul non perché sia più importante rispetto alle altre città colpite, ma perché sono particolarmente legata a questo posto dal fascino multietnico, sospeso tra Oriente e Occidente.

Più volte ho fatto scalo al grande aeroporto di Istanbul e proprio un anno fa da quell'aeroporto ha avuto inizio uno dei viaggi più incredibili della mia vita: un tour della Turchia.
Uno dei viaggi che avevo sempre sognato e che si è confermato all'altezza delle aspettative.
Mi sono lasciata avvolgere dal girotondo di colori delle lanternine del Gran Bazaar, mi sono lasciata sedurre dal Bosforo e dal canto del muezzin, dal maestoso incanto della Moschea Blu, dalle storie e dai gioielli custoditi nel Palazzo Topkapi.
E poi da Istanbul mi sono diretta verso la valle delle fiabe, la Cappadocia, per poi immergermi nelle acque della candida Pamukkale.

Vi ho già raccontato con una passione inaudita del mio viaggio in Turchia, ma adoro far riaffiorare alla mente ogni singolo momento. Ogni singola meraviglia di cui i miei occhi si sono nutriti.

Voglio ricordarlo perché, se mi fossi lasciata frenare dalla paura, tutto questo non sarebbe mai entrato a far parte della mia valigia dei ricordi. Del mio bagaglio umano e culturale.

Io continuo a viaggiare per riempire sempre più quella valigia, per dimostrare al mondo – e a me stessa – che noi uomini non possiamo essere condannati a vivere nella paura. C’è un mondo troppo vasto e bello là fuori, non posso rinunciare alla scoperta.

E quando mi chiedono “Ma tu non hai paura di continuare a viaggiare?” io rispondo “No. Non lasciamo vincere l’odio, la paura, il terrore. Non meritiamo sogni infranti né ali spezzate.” Ne parlavo proprio qualche giorno fa con un amico, un altro grande appassionato di viaggi che, condividendo il mio pensiero, asseriva che avrebbe continuato ad esplorare in quanto la soluzione non è barricarsi in casa e rinunciare alla vita.

Ecco. Io continuo a viaggiare perché solo così posso sentirmi viva.
Keep travelling. Don't let fear win.