Per me ogni viaggio è una meraviglia.
Ogni viaggio mi regala qualcosa e, finora, non mi è mai successo di tornare a casa profondamente delusa. Ogni luogo è una miniera, una scoperta.
E poi ci sono quei luoghi che si superano, che ti fanno sentire ai confini del mondo, spettatore di un prodigio.
I templi di Angkor, in Cambogia, sono una di queste meraviglie del mondo.

Ho aspettato tanto, troppo, per parlarne. Un intero anno.
Non so esattamente perché sia successo, probabilmente perché Siem Reap (un tempo Angkor, l'antica capitale dell'impero Khmer) e i suoi templi sono qualcosa di spettacolare, l'apoteosi dell'avventura, il sogno proibito di tantissimi viaggiatori. E mi mancavano le parole per descrivere cotanta bellezza.
A dirla tutta, faccio fatica ancora adesso.
Posso solo dirvi che è uno di quei posti in cui, credetemi, ognuno dovrebbe mettere piede almeno una volta nella vita.

Come arrivarci?
Con un volo per la Cambogia oppure, come ho fatto io, con un bus che, in dieci ore circa, porta da Bangkok a Siem Reap via terra (qui il mio racconto). Per chi vuole vivere l'avventura allo stato puro.

Come spostarsi?
I templi di Angkor sono tantissimi: centinaia di edifici meravigliosi distribuiti in un'area vastissima.
Per visitare i più importanti occorrono almeno due giorni pieni.
E, ovviamente, è impensabile spostarsi a piedi. I più sportivi possono girare in bici, anche se io consiglio il tuk tuk perché ci sono templi a oltre 30 km da Angkor Wat e pensare di raggiungerli con 35°C e sotto il sole cocente, beh, è un po' una follia.
Sia che scegliate la bici, sia che scegliate il tuk tuk, il mio consiglio è sempre quello di partire sereni, coperti dall'assicurazione di viaggio, scegliendo una buona polizza con dei costi abbastanza contenuti e dei massimali elevati, come quelle proposte da Viaggi Sicuri.

5 cose da fare ad Angkor
Non credo molto alle guide per la visita dei templi di Angkor. Ne ho lette tante prima di mettervi piede e vi assicuro che è molto meglio decidere l'itinerario sul posto, lasciarsi stupire, non fare troppi programmi. Lasciamo spazio all'imprevisto nella vita, sempre.
Quindi vi lascio solo 5 consigli, 5 cose che - secondo me - vale proprio la pena fare tra i templi di Angkor:

1. Ammirare l'alba ad Angkor Wat. 
Un must. Il cielo si tinge di rosa, di striature color pesca, di arancio. E la gente proveniente da tutto il mondo è lì, davanti al tempio più importante del sito archeologico col naso all'insù e il fiato sospeso.
Forse l'alba più incredibile della mia vita, assieme a quella in mongolfiera in Cappadocia.
Cercate di arrivare in anticipo, in modo da prendere posto senza dover sgomitare.

2. Perdersi tra i mille volti del tempio di Bayon. 
Sicuramente uno dei templi più belli e impressionanti dell'intero complesso archeologico. Molto affollato, ma per una buona ragione.

3. Spingersi fino al Banteay Srei.
Oltre i templi più blasonati, vi sono templi più lontani e altrettanto interessanti. Mi sono innamorara del tempio Banteay Srei, uno dei più antichi dell'intero sito, a circa 37 km da Siem Reap. Piccolino, ma estremamente mistico e poco frequentato.

4. Scattare una foto tra le finestre del tempio di Baphuon (come nella mia foto in copertina). 
Ogni tempio di Angkor ha una sua peculiarità che lo differenzia da tutti gli altri. il Baphuon è caratterizzato da più piani, una miriade di scalini e delle finestre all'ingresso che permettono di scattare foto - a mio avviso - uniche.

5. Vivere un momento amarcord ripensando a Tomb Raider all'interno del Ta Prohm. 
Lo ammetto. Da piccola ho fatto carte false per farmi regalare la Playstation e giocare a Tomb Raider. Dopo averla finalmente ottenuta da  Babbo Natale, ho scoperto di non avere nemmeno un'unghia del coraggio di Lara Croft, finendo puntualmente per avere il cuore a mille saltando tra le rovine di Angkor. E chi poteva immaginare che un giorno sarei finita davvero tra quelle rovine. Che un giorno avrei calpestato quel suolo. Assurda la vita.
Al di là di Lara Croft, il Ta Phrohm è uno dei templi più rappresentativi e spettacolari del complesso per la commistione tra l'operato umano e la natura. Gli alberi si intrecciano agli edifici, affondano le loro radici tra le finestre, affermano la loro supremazia convivendo con quanto creato dall'impero Khmer. Decisamente spettacolare.
 Vi lascio alle foto, sperando che possano esservi d'ispirazione :)