A un'ora dall'Italia c'è un posto dipinto con pennellate di bianco e di azzurro. Un posto che profuma di tè alla menta e bouganville, un posto incorniciato dall'infinità del Mediterraneo.
Sto parlando di Sidi Bou Said, in Tunisia.
Il paradiso per tutti gli appassionati di porte e porticine.

Come ho già scritto su Instagram, se mi fossi fermata ai pregiudizi, se avessi ascoltato le parole di mio padre "Sei pazza? Che vai a fare in Tunisia?", beh, avrei fatto un grave errore.
In tutte le mie decisioni scelgo sempre di seguire l'istinto e il mio cuore. È per questo che da tre anni viaggio senza sosta e no, non voglio smettere di farlo. È per questo che, laddove possibile, voglio vedere con i miei occhi quello che - ahimè - in Italia viene comunicato in maniera distorta, alterata.
Quella di partire per la Tunisia è stata una delle scelte più belle di sempre. Me ne sono innamorata perdutamente, ho scoperto un luogo ospitale, un luogo magico e molto molto simile al mio mondo. Continuerò a ragionare con la mia testa, a seguire il cuore, a sentirmi leggera, frivola e viaggiare lasciando a casa pregiudizi e paure.

Accompagnata dall'ente del turismo della Tunisia, il mio viaggio è iniziato da Sidi Bou Said, una pittoresca cittadina a pochi minuti di auto da Tunisi. Anche se mi costa non poca fatica scegliere, credo sia il posto che mi è più piaciuto durante l'intera esperienza tunisina.
Sarà che ho un debole per le porte (da qui il progetto #ohmyprettydoor), sarà che il bianco e l'azzurro sono i colori che mettono in pace col mondo, sarà che questo è stato il mio imprinting con questo Paese che a me era ancora ignoto. Insomma, per questi e mille altri motivi Sidi Bou Said mi è entrata dentro.

Punteggiato dalle tipiche casette bianche perennemente immerse nell'aria intrisa di profumi vellutati, è il villaggio meglio conservato di tutto il litorale mediterraneo della Tunisia.
Patrimonio UNESCO, custodisce le porte più belle che io abbia mai visto.
Appena arrivata - giuro - sono impazzita. Circondata da tutto quel bianco e quel blu ho avvertito palpitazioni, meraviglia, un desiderio impellente di scattare foto in ogni angolo.
Non credevo che potessi sentirmi così a casa in Tunisia. Così a casa da pensare che, se vivessi lì, questo sarebbe senza ombra di dubbio il mio posto nel mondo (come accade nella mia Puglia con Polignano). Mi immagino con lo smartphone tra quelle stradine conosciute a menadito, cercando puntualmente nuove porticine e nuovi scorci da immortalare.

Come mi sono sentita a Sidi Bou Said? Bene. Mi sono sentita bene. Persino il cuore di una persona irrequieta come me si inizia a placare qui. Tutto si fa armonico e il sole e il mare in lontananza trasmettono serenità. No, non ho avvertito paura e non mi sono sentita - neppure per un secondo - in pericolo. Sidi Bou Said potrebbe essere un villaggio della Puglia o della Sicilia, tant'è che ci si dimentica totalmente di essere in un luogo magrebino.
Quando si visita un posto vedendolo con i propri occhi e calpestando il suo suolo con i propri piedi la concezione del mondo cambia radicalmente. I pregiudizi, i luoghi comuni e i timori si fanno estremamente lontani, diventano effimeri. Stupidi, triviali, inutili.

Va da sé che la prima volta in un posto così affine alle mie corde non potevo che scattare oltre cento foto in poche ore. Credetemi, è stato davvero difficile selezionare gli scatti più rappresentativi. Ho inserito trenta foto, ma ne avrei inserite altre settanta!







Indirizzi e consigli utili:

- Au café des délices. Una vista mozzafiato, l'infinità del mare, un'atmosfera tipica tunisina. Dicono sia il classico posto in cui i tunisini sorprendono le ragazze con una situazione romantica e un panorama indimenticabile, magari al tramonto. Ecco le foto che ho scattato:

- Au Bon Vieux Temps. Un ristorantino tradizionale, un grosso portone azzurro tipico all'ingresso, una scalinata in ceramica dipinta a mano, uno staff cordiale. Qui ho scoperto la harissa, una salsa tunisina a base di peperoncino rosso fresco, aglio e olio d'oliva, spesso servita con tonno e olive (ben presto ho scoperto che non c'è pasto tunisino se non viene prima servita la harissa). E qui ho mangiato il mio primo San Pietro alla griglia.


- Le Pirate. Un ristorante perfetto per la cena. A due passi dal mare (proprio all'ingresso del porto turistico della cittadina), propone cucina locale e musica dal vivo. Un locale trendy e giovanile, rigorosamente bianco e con dettagli che ricordano ovunque il mare.

- Dar Said. Ecco un posto delizioso per dormire. Un hotel de charme, attento a preservare la tradizione tunisina e curato nel minimo dettaglio. Ecco le foto:

Tutte le foto sono state scattate da me con Canon 70 D