Ho scoperto tardi la Sicilia, ci ho messo piede per la prima volta solo lo scorso anno.
E subito l'ho sentita mia, vicina al mio mondo, per certi aspetti simile alla mia terra.
Da allora aspetto sempre l'occasione buona per tornarci e, non appena questa si presenta, cerco di coglierla al volo.
L'ultima occasione è arrivata grazie ai ragazzi di Addiopizzo Travel che, come dice il nome stesso, creano itinerari siciliani con una mission coraggiosa e particolare: la lotta contro il pizzo.
Si impegnano a supportare quelle strutture che dicono no al pizzo e alla mafia esibendo un apposito bollino. Il progetto, nato nel 2009 con l'omonima associazione, sancisce un nuovo modo di fare turismo. Un turismo responsabile, ma al tempo stesso giovane e dinamico.

Avete mai pensato che si potrebbe scoprire la Sicilia seguendo un fil rouge cinematografico?
Con Addiopizzo abbiamo fatto proprio questo, seguendo le orme dei grandi film.
Il risultato è stato entusiasmante. Sono tornata a casa con un bagaglio di gran lunga più ricco, anche dal punto di vista cinematografico.
Le tappe che abbiamo toccato sono state 5: l'Etna, Catania, Acitrezza e la Costa dei Ciclopi, Savoca e Letojanni. In ognuna di queste tappe è stato girato almeno un film di fama nazionale o internazionale.
Si tratta di un tour che proporrei a tutti gli esperti di cinema, ma anche a chi - come me - è semplicemente un appassionato che vuole saperne di più.

Conoscere la Sicilia mediante la macchina da presa significa riviverla attraversando miti e credenze, storie e leggende, tradizioni e cliché. Durante i tre giorni di tour abbiamo affrontato il mito dei pescatori, il mito del vulcano e il mito sul carattere del siciliano. In particolare, abbiamo parlato anche del delicatissimo tema della mafia cercando di affrontarlo sin dalle sue radici lontane. Ne è venuto fuori un bel confronto, un'ottima occasione per riflettere con chi vive il territorio siciliano quotidianamente.
Ho potuto fare mille domande, porre i miei dubbi, colmare alcune lacune.
Ho capito che la Sicilia è un mondo a sé, è un'Italia fuori dall'Italia. Un posto eccezionale che per essere compreso nel profondo va scoperto con la gente del posto.

Ed eccovi di seguito le tappe del tour accompagnate dalla pellicola cinematografica più caratterizzante:

- l'Etna. Arrivare in Sicilia e trovare la neve. Sembra un paradosso, ma per me è stato così. Ho improvvisato - come sempre, quando becco la neve - con le mie Nike ultracolorate, rischiando di scivolare più volte. D'altronde l'Etna è il vulcano attivo più grande d'Europa e vanta oltre 3000 metri di altezza e ben 4 crateri.
In molti ricorderanno che l'Etna è stato il set di Guerre Stellari e noi l'abbiamo esplorato proprio ripercorrendo questo mito. Ci siamo lasciati incantare dal contrasto tra il bianco immacolato della neve e il nero intenso delle rocce vulcaniche. Ci siamo lasciati coccolare dal legno e dalla sensazione di calore in un rifugio, ci siamo lasciati conquistare dai sapori aromatici dei vini delle Cantine Gambino. Qui ci hanno spiegato quanto il territorio vulcanico sia propizio per la viticoltura. Il terroir, difatti, influisce positivamente sul vino, tant'è che dalle pendici alla cima si incontrano oltre 20 tipi di viti vulcaniche. Ciò conferisce alle uve delle condizioni aromatiche particolari.
Segnalo il Feu d'O rosso e il Feu d'O bianco, e il Cantari.

- Catania. La mia seconda volta a Catania - dopo il tour in ape, ricordate? - ha fatto colpo. L'ho adorata, l'ho adorata tantissimo. Il primo giorno l'ho scoperta in autonomia con Giada, per poi tornarci durante il tour e riviverla affiancandovi la cinematografia. Tra i film più celebri girati qui non si può non annoverare Storie di una Capinera di Zeffirelli, tratto dall'omonimo romanzo di Verga. Dopo aver visto alcune scene del film, è inevitabile passeggiare per Catania immaginando la società dell'epoca, le povere ragazzine costrette a diventare suore, la libertà limitata.
Il tour in città è partito da Piazza Duomo col suo celebre liotru, l'elefantino ormai divenuto simbolo catanese, passando per il magnifico Duomo e ascoltando la storia travagliata di Sant'Agata. Abbiamo poi fatto tappa al caratteristico mercato dei pescatori dove, insieme al pescato, oggi si trova ogni tipo di alimento. Incluse le spezie. Un tripudio di profumi e colori da non perdere.

- Acitrezza e la Costa dei Ciclopi. La Costa dei Ciclopi è poesia. Per me è pura poesia. Uno di quei posti con cui istantaneamente s'innesca un conto in sospeso: tornare. Immaginate il cielo che si tinge di rosa, i faraglioni che emergono imponenti dal mare, le onde che si avvicinano lentamente per poi infrangersi sugli scogli. Immaginate i pescherecci colorati con i pescatori che trafficano con le reti prima che faccia buio. Acitrezza e la sua costa non possono non piacere. E piacquero tanto anche a Visconti che qui girò La terra trema, ispirato a I Malavoglia di Verga. Da non perdere il Museo Casa del Nespolo, dedicato proprio a Verga e alla vita di quei tempi, ai pescatori e al loro mondo. Vi si ritrovano antiche lettere di Verga, vecchie foto in bianco e nero, antiche reliquie.
Per un'orgia di sapori fate tappa a Gente di Mare, un ristorantino di pesce a mio avviso divino. Sono rimasta folgorata - i miei compagni rideranno per quanto è vero - da Rocco, il proprietario, e dalla sua dialettica. Rocco interpreta ogni piatto e lo illustra con maestria portando chiunque ad amare il pesce e ad interessarsi al complesso mondo del mare.
A dir poco superlativi gli antipasti e memorabile il pesce castagna (quello che vedete nella foto in basso). Da Gente di Mare si intraprende un vero e proprio percorso dei sapori, un'esperienza unica.

- Savoca. Chi non conosce Il Padrino? Penso che sia uno dei film più famosi al mondo, ha fatto la storia del cinema. Francis Ford Coppola scelse Savoca per girare il suo film. Una cittadina abbarbicata su rocce verdissime, una cittadina quasi distaccata dal resto del mondo, ancora oggi selvatica. Bellissima la terrazza panoramica (nella prima foto in basso) a due passi dal Bar Vitelli, memorabile perché fu il set di una scena importante del primo film della trilogia. E, fermandomi a osservare il bar illuminato dai coriandoli di luce emanati dal sole, mi è sembrato di vedere Al Pacino proprio lì, seduto al tavolo all'angolo.
Da non perdere il museo (credo sia l'unico a Savoca), dove sono custoditi alcuni strumenti utilizzati durante le riprese, oltre che testimonianze di come scorreva la vita decenni fa.


- Letojanni. L'ultima tappa prima del rientro. La città della famiglia Fiorello, anche nota perché fu il set di Johnny Stecchino di Roberto Benigni. Chi ha visto il film ricorderà il salone da barba dove è stata girata la scena buffissima in cui Benigni invita i clienti a fare i versi degli animali. E probabilmente ricorderete anche l'uomo che interpretava il leone. Bene, noi quell'uomo l'abbiamo incontrato. Sempre fiero del suo ruolo di leone, sempre tutto d'un pezzo. Ho trovato piacevole parlare con lui e col barbiere - il vero proprietario del salone - di quando fu girato il film. Quell'episodio è per loro un momento di gloria, resterà per sempre una di quelle occasioni che capitano una volta nella vita.

Che dire?
Ho voglia di rivedere tutti i film di cui si è parlato nel tour.
Ho voglia di tornare in Sicilia. E accadrà presto.