Non pubblico mai nel weekend.
Il weekend lo dedico a me, agli affetti, alle coccole, alle piccole cose, alla lentezza.
Ma oggi faccio un'eccezione.
Ho bisogno di scrivere, di lasciar scorrere i pensieri, di partorire un post mio, al 100% mio.
E dopotutto, quando si scrive con amore, ci si dedica a se stessi.

Queste impressioni di Marzo sono un'ode alla primavera e a tutto quello che la primavera ha in serbo per me.
Un po' come le frasi di Guido il Flâneur di Polignano (in foto), che accompagnano i visitatori alle balconate a strapiombo sul mare. Così le parole di questo post mi accompagnano in questo percorso che mescola quello che ho sempre fatto a qualcosa di nuovo.
Riflettendoci, non è un caso che le novità arrivino sempre in primavera. La ripresa vegetativa, i mandorli in fiore, i profumi intrisi nell'aria addolciscono la paura di avventurarsi in nuove imprese.

E dopotutto, questo post potrei dedicarlo anche alle tante persone che negli ultimi tempi hanno deciso di reinventarsi. Ah, quante ne ho incontrate! Tutte unite dal medesimo fil rouge, dallo stesso mantra.

Prendi in mano la tua vita. Sii felice.

Più di un anno fa  ho scritto un post particolare sul cambiamento. Un post - di quelli 100% miei - che sembra calzarmi ancora a pennello.
Dopo quel post un'amica mi ha scritto. Ci eravamo conosciute all'università, frequentavamo un corso di laurea che non aveva niente a che fare con le passioni né dell'una né dell'altra.
Mi dice che vuole abbandonare quel percorso per intraprenderne uno totalmente differente. Mi dice che le parole di quel post l'hanno spronata, le hanno dato la forza per ricominciare sul serio.
Mi fa : “Secondo te?”
“Segui il tuo cuore” - le rispondo.
Ha fatto la sua scelta, ha seguito il suo cuore e oggi è felice. E io con lei.

Quando ho scritto quel post ero ancora al principio di quella trasformazione che mi ha portato qui. Qui e ora.
Oggi a quelle sensazioni si è aggiunto un pizzico di razionalità, perché i sogni bisogna renderli concreti.

Oggi è uno di quei giorni in cui ho dentro sensazioni straripanti che nessuna scatola riuscirebbe mai a contenere. Uno di quei giorni in cui ho tante, tantissime idee in testa e sempre poco tempo per metterle in pratica.
Ma non manca l'entusiasmo, non mancano i progetti in arrivo, le cose belle.

"La vita appartiene ai viventi, e chi vive deve essere preparato ai cambiamenti" 
Goethe

E così qui si cambia in continuazione, non si sta mai fermi.
Vivo nel mio microcosmo dinamico e confusionario, sempre ben ancorata ai punti fermi della mia vita. E questo disordine lo considero ormai il mio ordine, l'unità di misura del mio benessere.
Si cambia, ci si evolve, si percorrono nuove strade.
Una cosa è certa: voglio dedicarmi a quello che mi piace fare davvero.
Dicono che quando si fa quel che si ama, beh, non si lavora nemmeno un giorno della propria vita. Ecco, più o meno è così.
Ma non voglio pormi limiti né paletti.
Quando mi chiedono Come ti vedi tra 10 anni?, io fatico a rispondere. Non lo so e non voglio saperlo. Tra 10 anni potrei essere ovunque, potrei essere chiunque. Magari, sull'orlo dell'esaurimento, punterò ad un digital detox definitivo e provvederò a disfarmi di smartphone e aggeggi vari per ritirarmi in un rifugio a due passi dal mare, chi lo sa! :D

Il cambiamento non mi spaventa.
Come ho già scritto in passato, tempo fa ho deciso di abbandonare il camice bianco - nonostante il suo innegabile fascino - per dare una chance ai miei sogni. Per riprendere a scrivere, per riattivare l’anima creativa che per troppi anni ho soffocato, per dedicarmi a quello che mi sta più a cuore, a chi mi sta più a cuore.
Non è stata una scelta immediata; mentre cercavo di capire provavo nuove strade, sperimentavo per essere sicura di quello che stavo per fare.
E alla fine ho capito.
Ho deciso che nella mia vita avrei dovuto avere un nido, la Puglia, ma anche tante altre case sparse per il mondo. Viaggiando mi sembra di lasciare brandelli di cuore qua e là.
Mi sento orfana di quasi tutti i posti che visito, una sensazione tristemente fantastica.

Il cambiamento, quando è davvero sentito, quando è una scelta fatta col cuore, significa rinascita. Un’occasione per fare pit-stop e ripartire, più in gamba di prima.
Questo è quello che penso. Questo è quello che mi piace raccontare.
Non credo nelle favole, ma credo in chi ha coraggio e si butta, ci prova.
Non credo nelle favole, ma credo nel lieto fine. Credo in chi lotta per rendere i suoi sogni concreti.
Credo in chi si circonda di persone propositive. Persone capaci di stimolare, di credere nelle idee altrui.

Per me questo è stato fondamentale.
Per tutto quello che ho costruito finora, per ogni singolo mattoncino, devo ringraziare mia madre, la mia più grande fan che mi segue in silenzio e, non avendo un proprio account, pur di leggermi sulla pagina Facebook accede dal browser. Devo ringraziare Francesco, che mi supporta (o sopporta?) ogni giorno. Devo ringraziare Lucia, che ogni volta mi ricarica e mi fa da consulente. Devo ringraziare Cesaria, che ha creduto in me dal principio, dagli albori del blog, fino a portarmi come case study in una lezione di un master a Bari (con mia immensa vergogna).
Queste persone (e molte molte altre) sono state - e sono tuttora - basilari.
Ecco perché, ai fini della propria felicità, è fondamentale l'ambiente che ci circonda.

Questo è un post sconclusionato, lo so, ma scritto di petto. Col cuore.
Buona primavera, buona rinascita.

"Fate come gli alberi: cambiate le foglie e conservate le radici. 
Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri principi."

Victor Hugo