Qui sul blog parlo tantissimo di me.
Basta immergersi nella lettura dei vari post - e in particolare della sezione riflessioni - per imparare a conoscermi.
Tuttavia ci sono cose non proprio facili da tirar fuori, cose che preferisco tenere per me anche se, talvolta, si tratta di temi che è bene affrontare perché stimolano il confronto.
Il "mio" colon irritabile è uno di questi temi.

Di cosa si tratta?
Il colon irritabile è una sindrome abbastanza comune.
Provoca dolori addominali, crampi, nausea, costipazione ed è causata da determinati alimenti e dallo stress.
In realtà negli ultimi anni a questa sindrome vengono attribuite delle cause psicologiche.
Difatti pare che soggetti molto irrequieti o nervosi tendono a somatizzare il loro stato d'animo soffrendo così di colon irritabile.

Io sono tra coloro che credono che le cause psicologiche influiscono moltissimo, tant'è che, nel mio caso, il colon irritabile faceva sempre capolino in prossimità degli esami universitari. O di test importanti.
Inizialmente pensavo che quei sintomi rappresentassero la normalità, finché un giorno arrivai a diagnosticarmi da sola questa sindrome mentre a lezione si parlava di patologie del colon.
Così decisi di rivolgermi ad un medico.

Saranno passati circa cinque anni da allora, eppure tuttora convivo con questo problema poiché non esiste una terapia definitiva.
Non si tratta di una grave patologia ma va tenuta sotto controllo, in particolare quando si è in viaggio.
L'ansia, lo stress e le variazioni dell'alimentazione sono per me dei veri pericoli.
Per l'ansia e lo stress cerco di allenarmi da sola, impegnandomi a mantenere la calma ed evitando un sovraccarico di impegni.
Per l'alimentazione, invece, devo cercare degli alleati esterni.
E dunque mi affido a integratori alimentari capaci di favorire l'equilibrio della flora intestinale.
Negli ultimi tempi utilizzo Florase Intest, un integratore a base di probiotici (lattobacilli, fruttooligosaccaridi) e calcio. Un prodotto completamente naturale.
Lo definisco un alleato perché, preso durante il viaggio, agisce da schermo protettivo e quindi aiuta a mantenere l'omeostasi dell'organismo anche in seguito a numerosi spostamenti, alla variazione della dieta, del fuso orario.
Per favorire una corretta digestione (in particolare dopo i pasti all'estero, specialmente nei Paesi tropicali) può essere utilizzato anche in maniera preventiva.

A volte bastano dei piccoli accorgimenti per stare meglio, per prendersi cura del proprio corpo e del proprio benessere.
In particolare, per chi - come me - viaggia molto e cambia frequentemente le proprie abitudini, è fondamentale non trascurare l'equilibrio intestinale e il benessere psico-fisico.

E voi?
Soffrite di problemi intestinali?
Come tutelate il vostro benessere in viaggio?


N.B. Questo articolo, come tutti i post in questo blog, è stato scritto in base alla mia esperienza.
Sebbene abbia conseguito una laurea in ambito medico, tengo a sottolineare che tutto quello che ho scritto si basa sulla mia opinione ed è dunque opinabile.