Nulla ha più senso quando l’umanità si sgretola sotto i nostri occhi. Giorno dopo giorno.
La settimana scorsa era l’Egitto, ieri Beirut, oggi Parigi.
E potrei continuare all’infinito.

E credo sia normale che oggi siamo tutti più scossi di ieri.
Parigi è a due passi e si sa, quello che sentiamo più vicino a noi ci tocca particolarmente. Ciò non significa che il resto non conti nulla.
Ma il punto, per me, è un altro.

Possiamo ancora parlare di umanità? Esiste l’umanità?
Non è umanità quella che porta a continui dibattiti politici.
Non è umanità quel sentimento di rancore ingiustificato nei confronti del diverso.
Non è umanità la menzogna, la convinzione di essere migliori di altri, il complotto. Non è umanità professare qualcosa senza dar spazio alle idee altrui, non è umanità spegnere la vita di un innocente. E non importa che sia uno, che siano dieci, che siano cento. Non è umano, punto.

Che mondo malato è questo? Un mondo in cui gli uomini sono spinti da un becero senso di onnipotenza si può definire umano? Potrebbe mai definirsi umano un mondo in cui gli uomini compiono atti inenarrabili accecati dall'invidia o dalla sete di vendetta? Un mondo in cui alla violenza si chiede di rispondere con una violenza ancora più spietata. Un mondo in cui, anche nelle occasioni più tristi, si trova il pretesto per fare polemica.

Sono delusa. Delusa da tutti, anche da me stessa.
Io, che credevo fervidamente in quelle storie in cui alla fine trionfa sempre la pace, illusioni che adesso reputo idiozie. Io, che credevo davvero in un mondo migliore, ma adesso fatico a farlo.
Io, che sapevo fidarmi ciecamente degli altri ma adesso ho sempre paura di sbagliare, di cadere in un tranello. Io, che mi accorgo che il mondo sta diventando arido, assieme a tutti i nostri cuori.

Ci sentiamo uniti durante le catastrofi per poi tornare a seminare rancore quando tutto sembra passato.
La guerra è tutti i giorni. La guerra è tra noi, parte da noi.

Queste parole non dicono niente di nuovo, lo so. So solo che da ragazzina il futuro me lo immaginavo diverso.
Perché col tempo si perde l’innocenza? Quando inizia quel percorso che ci fa diventare “grandi”, facendoci mutare nel profondo? Me lo chiedo sempre.

Una volta  - non molto tempo fa  -  una persona mi ha detto “Manu, non cambiare mai”.
Io ci provo, ma confesso che credevo fosse più semplice tener fede a quella promessa. Sono sincera.  Ma continuerò a impegnarmi per non cambiare.
Perché possiamo sperare in un mondo migliore solo se non rendiamo il nostro animo un arido deserto.

Voglio terminare questo post con un estratto di un bellissimo commento che ho ricevuto nel post precedente e che mi ha trasmesso una forza incredibile:

La luce esiste alla fine di ogni tunnel, per tutti. 
C’è un vecchio detto indiano che mi si è stampato dentro, riguardo le nostre battaglie interiori.  
“La battaglia è fra due lupi che vivono dentro di noi.  
Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità.  
L’altro è felicità, amore, speranza, serenità, gentilezza, generosità, verità, compassione.  
E sai quale lupo vince?  Quello a cui dai da mangiare.” 


E noi? Quale lupo vogliamo sfamare?

[in foto: Banksy, immagine dal web]