Storyteller. Un termine usato, stra-usato, abusato.
Un termine che fa tendenza (fa figo, lo ammetto), sebbene io continui a preferire la sua versione italiana, meno cool ma più romantica: cantastorie.

Cosa significa storytelling?
Si definisce storyteller colui che racconta e coinvolge con la sua storia. Un artigiano delle parole.
Ma in realtà, quando si parla di storytelling, si tocca un argomento così ampio che si rischia di dire tutto e niente.

Su questo blog, sui miei social (e in particolare su instagram) e su altri siti che curo, racconto quotidianamente storie trasformando piccoli aneddoti in spunti di riflessione, in frammenti di vita condivisa.
Sono una storyteller? Penso di esserlo, almeno è quello che mi piace fare.
Raccontare storie.
Lo faccio da sempre, da quando mia madre mi regalò una macchina da scrivere, croce e delizia per tutti, me compresa.
Per mio padre, che bofonchia in giro "mia figlia scrive pensieri". Per mia madre, la vera responsabile della mia condanna.
E per me, soggiogata dal potere delle parole, dell'inchiostro, dei fogli di carta. Il mio rifugio preferito.

Questo preambolo lunghissimo per dirvi che sì, oggi vi parlo di storytelling.
E ve ne parlo riprendendo in mano i miei appunti del TBEXAsia, come ho già fatto per l'articolo su come migliorare e farsi conoscere su Instagram.

A Bangkok, durante questo evento internazionale, ho avuto l'opportunità di assistere al key-note di Jodi Ettenberg di LegalNomads. Jodi è una delle travel/food blogger più conosciute a livello internazionale, una scrittrice, una vera professionista, una storyteller che è riuscita a toccarmi il cuore.
Jodi ha parlato di storytelling ad una platea estasiata. Ne ha parlato con amore, con fervore, con uno slancio che non ho mai riscontrato in Italia.
Jodi non parla di storytelling solo perché adesso va di moda. No, Jodi ci crede davvero.

Penso che il suo key-note sia stato un punto di svolta per me.
Mi ha fatto capire che sto andando nella direzione giusta, quella del mio cuore.
E poco m'importa se scrivendo articoli più specifici e meno emozionali potrei raggiungere un pubblico più ampio.
Perché sì, sono una travel blogger, ma non sono una travel planner. Amo parlare di viaggi, ma non sono fatta per le sterili guide. Io amo scrivere storie, parlare di emozioni.
Jodi mi ha aperto la mente e il cuore.

Rielaborerò le sue parole arricchendole con il mio personalissimo pensiero.

Perché è importante lo storytelling?
Le storie ispirano la gente. Sia le storie raccontate attraverso le parole, sia quelle raccontate attraverso immagini e video.
Pensateci.
Perché sognate di visitare un determinato posto?
Avete letto "10 cose da non perdere a..." e vi siete innamorati di quella destinazione? Io non credo.
Nel mio caso, almeno, sono le storie la molla che mi spinge a sognare, a partire.

Ed è per questo che lo storytelling fidelizza. Il lettore che si appassiona a una storia inevitabilmente si incuriosisce, inevitabilmente prova empatia. Inevitabilmente si affeziona a chi ha scritto quella storia.
Ed è per questo che ho dato vita ad una rubrica dedicata alle ispirazioni di viaggio e al visual storytelling.

"Stories are our lifeblood, and they can help make the world better."
Le storie sono la nostra linfa vitale e possono aiutarci a rendere il mondo migliore. Sì, sono d'accordo con Jodi. Le storie possono rendere il mondo migliore, soprattutto in giorni difficili come quelli che stiamo vivendo. Soprattutto con i mezzi di cui disponiamo oggi.

Perché il mondo del blogging ha bisogno di più storytelling?
Come afferma Jodi, il web pullula di guide su come monetizzare col proprio blog, guide SEO, guide su come trasformare il blog in un vero lavoro.
Tutto ciò non è biasimabile, certo, perché scrivere un articolo o promuovere un prodotto significa lavorare. E il lavoro va pagato.
Biasimo chi mette il denaro al centro di tutto.
Biasimo chi mette il denaro sopra la passione.
Biasimo chi, in passato, mi ha scritto mail per chiedermi come guadagnare con un blog appena aperto. Se si apre un blog solo per guadagnare, dubito ci sia vera passione alla base.
E se non c'è passione non ci sarà nemmeno il guadagno.

Quali sono gli strumenti per fare storytelling?
Le parole, in primis.
Ma anche le immagini (basti pensare al potere della mobile photography), i video.
E il disegno. Io, ad esempio, mi sono innamorata follemente della guida illustrata di Pechino realizzata da Marie. Per me questo è puro storytelling.

Da tenere a mente
Fare storytelling non significa porre il proprio ego al centro di tutto, un rischio in cui noi blogger possiamo incorrere molto facilmente.
Riprendendo le parole di Jodi, narcissism isn't storytelling.
Questo non significa non parlare si sé, anzi.
Fare storytelling, soprattutto se si ha un blog personale, vuol dire raccontare e raccontarsi, coinvolgere con le proprie esperienze ed emozioni.
Sempre mantenendo un basso profilo, sempre ricordando che l'autocelebrazione non è storytelling.
Io credo nel potere delle parole. Credo nella bellezza delle storie che regalano emozioni. Credo nell'empatia che avvicina il mondo.
Ed è per questo che non smetterò mai di scrivere.
Ecco cosa significa storytelling. Per me.