E così sono in partenza per la Thailandia. Ancora una volta.
La destinazione è uno dei miei posti del cuore, lo sapete, ma stavolta sarò ospite dell'Ente Nazionale del Turismo Thailandese e parteciperò al TBEXAsia, un evento internazionale a cui prendono parte travel blogger provenienti da ogni angolo del globo.
Sono felice. Sono felice perché in questo momento sento di avere davvero bisogno di questo viaggio.
E lo so, quando si è sempre in giro aver bisogno di un viaggio può sembrare assurdo, ma è davvero così. Ne ho bisogno adesso.


La Thailandia è il posto in cui è iniziato tutto, il mio primo vero viaggio. Il viaggio dell'anima.
Perché proprio qui è successo. Questa terra si è insinuata dentro di me e ha iniziato a scavare, a occupare un posticino, a cambiare il mio modo di concepire la vita. Mi ha regalato nuove sfaccettature del mondo.

Quando, pochi mesi fa, sono tornata in Thailandia mi sono accorta che nella mia testa quegli edulcoranti che la rendevano perfetta non riscuotono più alcun successo. E va bene così.
La Thailandia mi piace anche quando è vera, cruda, autentica. E forse la preferisco.

Stavolta non so a quali conclusioni giungerò, non so se tornerò a casa con nuove consapevolezze, non so se mi sentirò più ricca, ancora non posso dirlo.
Ma sono certa che questo viaggio mi aiuterà.

Ricordo quando qualcuno mi scriveva "Come fai ad essere sempre felice? Non è possibile che tu sia sempre così."
Era il periodo in cui scrivevo tanto di me, mi aprivo al mondo senza remore, senza freni.
Ero perennemente entusiasta, come una bambina con le sue prime scoperte.
E mi piacevo così, non rinnego affatto quei tempi.
Ma adesso?
Adesso mi sento molto diversa, molto più pudica, molto più frenata nel far scorrere i pensieri per poi premere "pubblica".
Bloccata. Ecco come mi sento.
Continuo a parlare di viaggi, a postare foto, a raccontarvi la bellezza di tante destinazioni, ma vi parlo pochissimo di me. Proprio io, che ho aperto questo blog per affrontare un periodo particolare della mia vita. Un periodo in cui avevo bisogno di scrivere, sfogarmi, dar vita a quei post intimi che oggi rientrano nella categoria riflessioni.
Via via, col tempo, quelle riflessioni sono diminuite, forse perché mi spaventa concedermi a un pubblico più vasto, forse perché mi sono lasciata risucchiare dalle etichette. Forse perché un travel blog dovrebbe parlare di viaggi e non di menate personali.
Dovrebbe.

Ma in fondo questo è il mio blog personale.
In fondo le etichette non mi sono mai piaciute. E nemmeno le regole o le linee guida.
Ho sempre detestato sentirmi schiava di qualcosa, eppure in questo periodo mi sento oppressa dagli stereotipi, dalle corse contro il tempo, da meccanismi perversi che portano malessere.
E questo non va bene.
Negli ultimi anni mi sto impegnando a costruire la mia vita all'insegna della libertà.
Libertà di pensiero, libertà di seguire le mie passioni, di fare quel che amo.
Libertà nella gestione del mio tempo, libertà nella scelta delle persone attorno a me.
Voglio tornare a circondarmi di vibrazioni positive, voglio tornare ad essere entusiasta - e anche un po' ingenua - senza alcun indugio.
E voglio tornare a sentirmi libera di scrivere di me.
Mi manca.

Quest'autunno sarà la stagione della rinascita.
E la Thailandia sarà il primo passo.
Non vedo l'ora di immergermi nel profumo dei frangipani.
Mai Pen Rai, ancora una volta.