Penso di non essere proprio fatta per le guide.
Certo, di informazioni di viaggio su questo blog ce ne sono, ma onestamente preferisco altro.
Quando viaggio preferisco perdermi tra i colori e la gente. Preferisco lasciarmi trasportare.
Il risultato è che, al rientro, il materiale fotografico supera alla grande quello informativo.
E sapete una cosa? Va bene così.

Credo che il ruolo del blogger non sia tanto quello di spiegare passo passo come raggiungere un posto o da dove prendere il bus. Non nel mio caso, almeno.
Anziché blogger preferisco definirmi storyteller, colui che risponde ai perché.
Perché dovrei andare dove sei stato tu? Perché dovrei scegliere proprio quella destinazione?

Ed è così che voglio introdurre la mia nuova rubrica Ispirazioni.
Dedicata a tutti quei luoghi in cui le foto, i volti, le piccole storie e le emozioni superano le informazioni.
Per lasciarvi ispirare.

In questo primo post di ispirazioni vi porto nella provincia di Saraburi, a circa due ore dalla capitale thailandese. Questa zona, ancora autentica e fuori dai circuiti turistici, si può rivelare un'ottima destinazione giornaliera per coloro che si chiedono cosa da vedere nei dintorni di Bangkok. In particolare mi riferisco a coloro che hanno già visitato i posti più blasonati e adesso vanno alla ricerca di qualcosa di insolito e di nicchia.

La provincia di Saraburi, ricca di siti culturali e naturali, ospita un gruppo di Tai Yuan, una minoranza thailandese proveniente da Chiang Rai, nel nord della Thailandia, e ancora molto legata alle tradizioni e alla loro lingua originaria.

Ma non voglio parlarvi di storia e minoranze culturali.
In questo post d'ispirazioni voglio soffermarmi sul Ban Ton Tan Riverside Market, anche detto Kad Ta Ton Tan dalla gente locale. O, più semplicemente, il Sunday Market.
Questo mercato si tiene ogni domenica dalle 7,30 alle 16,00 e sorge lungo il fiume, in armonia con la natura rigogliosa di questa regione.

In questo mercato non vi sono prodotti per accattivare i turisti, né gente pronta a spillare soldi.
No, qui non sono abituati ai farang - gli stranieri - e tutto quello che è in mostra sui tavolini delle bancarelle è ciò che acquisterebbe qualsiasi autoctono.
Uova preparate nelle maniere più disparate, riso appiccicoso (sticky rice) di ogni colore, banane, dragon fruit, foglie ripiegate e fissate con un sottile bastoncino di legno per avvolgere piccole delizie locali.
Questo mercato è un'orgia di profumi e colori, una danza per lo spirito, una passeggiata tra i sorrisi di donne di ogni età.

Mi viene in mente l'opera di Klimt "Le tre età della donna". Qui le tre età della donna si sono palesate più che mai davanti ai miei occhi, in particolare quando una famiglia al femminile (momentaneamente priva della rappresentanza maschile) mi guardava incantata mentre scattavo foto alle bancarelle vicine. Era evidente, anche loro desideravano una foto, un attimo di celebrità suggellato da uno scatto fugace.
E così non ho esitato, ho scattato sorridendo (la foto qui in basso).
Ma non bastava. Dall'obiettivo ho escluso la donna a sinistra, quella che - nell'opera di Klimt - ricoprirebbe il ruolo della donna più anziana.
Dopo aver visto la foto dallo schermo della mia Canon 70D, le donne mi guardavano con occhi imploranti, quasi supplicandomi di scattare un'altra foto per includere l'intera famiglia.
Mi hanno fatto sorridere.
Mentre scattavo ho pensato a quanto è assurda la vita.
Spesso mi capita di incontrare gente terribilmente infastidita dalla presenza di un obiettivo. E devi scattare con cautela, devi chiedere il permesso, perché se il protagonista della tua foto non è consenziente, ecco, è un po' come se gli rubi l'anima.
In questo mercato fuori dal turismo di massa è accaduto esattamente l'opposto.
Magari quelle donne avrebbero parlato di me tra qualche giorno, magari sarebbero andate a dormire felici ricordando l'aneddoto più interessante della giornata: quella foto di famiglia scattata da me.

Potrei raccontarvi tanti altri aneddoti interessanti legati a questo mercato, ma preferisco che vi lasciate ispirare dalle foto viaggiando con la fantasia.
Immaginando le storie che ogni protagonista dei miei scatti potrebbe raccontare.
E poi, alla fine delle bancarelle e del brusio della domenica mattina, si incontra il fiume.
E un pontile di legno sospeso.
Lì dove ci si può togliere le scarpe, ci si può sedere, si può osservare il fiume, ci si può dimenticare del mondo lasciando fluttuare i pensieri assieme all'unica barchetta in acqua.







Un piccolo video per rivivere l'atmosfera brulicante del Sunday Market: