Il mio viaggio è partito in compagnia di Antonio a Trani, con una prima diretta in cui, impacciata, ho cercato di nascondere i nervi tesi con il sorriso. Un classico delle prime volte.
Abbiamo brindato alla riuscita del primo live e abbiamo pranzato avvolti dalla splendida cornice della Darsena di Trani, per poi continuare il viaggio con maggiore spensieratezza.

Ho incontrato il signor Franco che da 88 anni vive a Trani e, quasi piangendo, mi ha parlato dei giovani, della sua campagna, dei suoi figli. E, tenerino, mi ha ricordato di quando andava alla Fiera Del Levante per comprare il grammofono e ballare con le ragazze.
Gli ho voluto dedicare un piccolo live su Periscope perché queste testimonianze fanno bene al cuore. La Puglia è fatta di tanti nonnini come Franco, che hanno tanto da dare e da raccontare a noi giovani.
Per Franco la crisi economica non esiste, la crisi è culturale. E forse ha ragione.

Ci siamo poi spostati nella Murgia con Filippo, la sua simpatia e le sue bici per il secondo collegamento.
Il secondo giorno sono stata ad Altamura, prima in compagnia di Giuseppe che mi ha svelato i segreti del famosissimo pane di Altamura DOP (quello col bollino, per intenderci), poi con Filippo che mi ha parlato della sua attività artigianale e, a fine collegamento, mi ha portato ad assaggiare le tette delle monache (sospiri senza glassa, il termine corretto) più buone della città.

Per la prima volta ho passeggiato nel bellissimo centro storico di Altamura (a cui non avevo mai dedicato il tempo necessario) e mi sono lasciata coccolare da profumo insistente del pane per poi perdermi in the middle of nowhere fino ad arrivare al cospetto del Pulo. Una straordinaria depressione naturale.



Il terzo e il quarto giorno sono stati all'insegna del Gargano.
Scivolare da un paesaggio all'altro è sempre favoloso, in questi giorni lo è stato ancora di più.
Passare dall'eleganza di Trani all'atmosfera rurale della Murgia, sfilare lungo il panorama rosa di Margherita di Savoia fino al territorio ancora vergine del Gargano.

Sono felicissima di essere tornata in Gargano.
Ho incontrato amici, ho dato un volto a conoscenze virtuali, ho fatto il pieno di energia.
Per me il Gargano è magico e, dopo esserci stata per ben 3 volte quest'estate, inizio a sentirlo un po' come una casa. Con dei punti di riferimento su cui poter sempre contare, con dei sorrisi veri, delle persone genuine.

Ripercorrendo le tappe dell'avventura in 500 con Antonella, ho deciso di partire da Monte Sant'Angelo, una bellissima cittadina tra mare e montagna, punto strategico dell'area garganica.
Durante il collegamento da una delle terrazze più affascinanti di Monte, i cugini Cippone mi hanno fatto degustare vino locale e ci hanno raccontato qualcosa circa l'aspetto enogastronomico del luogo, mentre Pasquale ci ha illustrato i motivi della sua importanza per poi condurmi, a fine collegamento, in uno dei posti del cuore a pochi km dal centro storico: Santa Maria di Pulsano del Gargano. Da qui si gode di una vista mozzafiato e si scorgono persino gli antichi eremi costruiti a picco sulle rocce nelle posizioni più improbabili.
Un posto speciale in cui si respira pace a pieni polmoni.


Dopo Monte, mi sono spostata a Vieste. Al Trabucco di Cala Molinella, dove mi aspettavano la mia amica Antonella di GarganoQuality e Gianni dell'Associazione "La Rinascita dei Trabucchi Storici".
Nel collegamento abbiamo parlato di queste strutture antiche che vanno preservate, mentre uno dei trabuccolanti camminava sospeso sul mare come un acrobata.
I trabucchi hanno un fascino unico, ammirarne uno è un'esperienza da provare almeno una volta nella vita.
E vi consiglio anche di cenare in un trabucco. Una location romantica e surreale, adagiata sul mare.

L'ultimo giorno sono stata prima a Vico del Gargano in compagnia di Pino (mancavo da due anni esatti!), con cui - per problemi di connessione - non abbiamo potuto realizzare un live Periscope, ma in compenso abbiamo girato un video pubblicato poi su Facebook.
Pino, come Antonella e tanti altri ragazzi che ho conosciuto, è uno di quei giovani garganici che, dopo numerose esperienze all'estero, hanno deciso di tornare per fare qualcosa per la propria terra, per costruire il futuro partendo dalle proprie origini.
Ammiro molto questi ragazzi perché cercano di far rete andando oltre la sete di protagonismo e il mero campanilismo. Ed è grazie a loro se io oggi conosco almeno un po' questa terra, se io mi sono lasciata sedurre dalle sue suggestioni, se sono riuscita a portare un po' del Gargano nel cuore di chi mi ha seguito durante il progetto.
Peschici è stata l'ultima tappa del roadtrip pugliese.
Ho realizzato il collegamento nel centro storico, all'interno di una coloratissima bottega in compagnia dei Frammichele, della loro dolcezza e delle loro straordinarie creazioni artigianali in ceramica.
Più volte sono stata colpita dalla porticina azzurra del loro laboratorio, incorniciata da una miriade di creazioni meravigliose. E per me è stato bellissimo scoprire cosa si nasconde dietro quella porta, dare un volto e una voce ai due teneri signori che lavorano la ceramica con passione.
Mi hanno accolto quasi con timore, spaventati per la diretta, ma entusiasti per essere stati coinvolti, così entusiasti che non mi mollavano più, mi avrebbero tenuta lì con loro fino alla fine della giornata.
Mi hanno riempito il cuore di gioia.

Se mi chiedessero Cos'è per te la Puglia?, io risponderei Un puzzle.
Un puzzle fatto di tantissimi tasselli, tutte le belle persone incontrate. Sono loro l'anima della Puglia.

E così è terminata quest'avventura bellissima nella mia terra.
Un'avventura che mi ha permesso di vivere un viaggio nel viaggio. Il viaggio nel territorio ma soprattutto il viaggio nel cuore della gente.
Ho incontrato persone splendide, ho trovato la ricchezza tappa dopo tappa. La ricchezza umana. La vera ricchezza della ‪‎Puglia‬.

Ogni persona incontrata mi ha regalato qualcosa. E non parlo di enormi forme di pane o casette di ceramica.
No, io parlo di qualcosa di immateriale, qualcosa che nessuno potrà portare via.


Grazie di cuore a Viaggiareinpuglia.it, a chi mi ha aiutato, sostenuto.
A chi saltellava davanti al maxischermo in fiera e mi ha scritto di essere meglio di Paolini.

Grazie alla mia regione.

Essere nata qui è per me una grande fortuna.
Più passa il tempo e più me ne capacito.

Venite a scoprire la mia terra e lasciatevi sedurre da ogni suo angolo, dal selvaggio ‪Gargano‬ fino al Salento. Abbiatene cura e lei vi ricompenserà.