Quando mi chiedono cosa vedere in Salento e a quali posti dare priorità, non posso che parlare di Otranto.

Otranto per me è una mescolanza di culture, incorniciate da una natura selvaggia e straordinaria, che spesso e volentieri trae in inganno, facendo credere di essere stati catapultati dall'altra parte del mondo. In Australia, in un paradiso esotico, o tra i grandi parchi americani.

Il paesaggio di Otranto spazia da un continente all'altro e ti trasporta, ti fa viaggiare nell'arco di pochi chilometri.

E così, dopo aver parlato della costa ionica nel post precedente, oggi vi porto dalla parte opposta, a Otranto, sul Mar Adriatico.

Quante volte ci sono stata?

Ho perso il conto.

Eppure ogni volta scopro qualcosa di nuovo, una chicca nascosta, una baia segreta, una leggenda che mi era ancora sconosciuta.

L'ultima occasione per visitare Otranto è arrivata grazie a Tour nel Sud, che mi ha guidato alla scoperta del punto più a est d'Italia, dei fondali marini otrantini e di tutto quello che questo luogo racchiude dal punto di vista naturalistico.

Per la prima volta ho raggiunto il faro di Punta Palascìa, che si erge nel lembo di terra più ad est d'Italia, anche detto Capo d'Otranto. Arrivare fin qui e permettere allo sguardo di perdersi all'orizzonte significa realizzare - con non poco stupore - di trovarsi nell'estremità orientale dello stivale italiano, a soli 72 km dall'Albania. Significa capire perché Otranto è un miscuglio di influenze e culture diverse. Significa capire - e tollerare - gli sms degli operatori telefonici "Benvenuto in Albania. Qui chiami a soli..."

E lo accetti. Perché essere fuori dal mondo e fuori dal web, più vicini all'Albania che a gran parte dell'Italia, ha il suo perché.

A tutti coloro che visitano Otranto consiglio di spingersi fin qui.

Questo posto arso dal sole e avvolto dal blu intenso del mare ha un fascino unico.

Sono dell'idea che Otranto sia uno dei posti più interessanti e straordinari del Salento.

Il centro storico avvolto dalle mura angioine come un vero tesoro, la Chiesa di San Pietro, preziosa testimonianza dell'influenza bizantina. E il mare attorno.

Otranto sembra quasi una fortezza costruita sull'acqua.

Un altro posto da non perdere è Baia delle Orte, di cui vi avevo già parlato in questo post.

Un tratto di costa dal fondale sabbioso e ancora incontaminato, preceduto da un'infinita distesa dorata punteggiata di balle di fieno.

Baia delle Orte è una delle mete preferite degli appassionati di diving e snorkeling.

E infatti, grazie all'esperienza della nostra guida, abbiamo esplorato i fondali otrantini, scovando quei coralli - ormai morti - che un tempo facevano parte della barriera corallina.

Un mondo parallelo affascinante e misterioso, tutto da scoprire.

A pochi metri da Baia delle Orte vi è un altro piccolo grande tesoro dai colori vivi e brillanti, in cui la terra rossa si contrappone al verde e al blu. La Cava di Bauxite.

Come ho già scritto in un vecchio post, questo posto, che in passato era un sito di estrazione di bauxite, si è venuto a creare grazie alla miracolosa simbiosi tra l'azione dell'uomo e la meraviglia che solo la natura riesce a regalare.

Il momento migliore per godere di questo spettacolo fuori dal comune è nel tardo pomeriggio, proprio prima che cali il sole.

Vedete queste acque cristalline nella foto (qui sopra) che ho postato su instagram?

Sono le acque paradisiache di Baia Morrone, un'oasi che non conoscevo e che non ha nulla da invidiare alle destinazioni esotiche.

Raggiungibile solo con un tour in barca, questa baia è racchiusa all'interno di rocce color sabbia e - come ci ha svelato il nostro capitano [hydraescursioni, consigliato] - nasconde piccole cascate di acqua ghiacciata e dei fanghi dalle proprietà rigeneranti. Uno di quei posti di cui andiamo alla ricerca quando siamo oltreoceano, per poi ritrovarli ad un palmo di naso.

La mia reazione? Sono rimasta incantata.

Ancora una volta la Puglia mi ha stupito.

Ancora una volta un angolo che credevo di conoscere quasi a menadito ha saputo sorprendermi con delle chicche nascoste, con dei paradisi che non pensavo neppure che esistessero.

Come faccio a non amare il posto in cui vivo? Come faccio a non parlar della mia Puglia come un'innamorata cronica?

Impossibile, davvero.

Ho un hard disk pieno zeppo di foto della Puglia, ma non riesco a smettere di fotografare. Anche quando torno sempre negli stessi posti.

Le foto di questo articolo sono state scattate con la mia nuova Canon 70D con un obiettivo 18-35.

La mia prima volta alle prese con la nuova compagna di viaggio, che, ancora meglio della Canon che utilizzavo precedentemente, ha saputo immortalare nitidamente i paesaggi pugliesi rendendo i colori più reali che mai.

Inoltre, l'impugnatura comoda e la precisa messa a fuoco mi hanno già fatto sentire a mio agio.

Altre informazioni su www.canon.it