Ben 9 ore con il sedere incollato al sedile di un autobus (che ho prenotato da qui).
All'inizio speri in un miracolo che consenta di accorciare i tempi e giungere prima a destinazione finché poi ti arredi all'evidenza e - che ti piaccia o no - decidi di goderti il tragitto. Con tutta la sua lentezza.

Ad ogni modo sia il pullman che il viaggio stesso si sono rivelati molto meglio di quello che mi aspettavo.
Dall'alto si notano tante cose, ancora più evidenti di quanto appaiono per strada.
Tuk tuk, bimbi, una ragazza che passeggia con la sua Hello Kitty sotto il braccio, il durian, i motorini, un ragazzino che ripara una moto. Dal finestrino del pullman puoi osservare chiunque senza sentirti troppo invadente.
Ed è meraviglioso constatare che anche la Cambogia è la terra del sorriso.  Che, lungo la strada, tre ragazze mi osservano nel pullman e mi salutano sorridendo con entusiasmo.
Oh, quanto mi era mancato tutto questo!
Quella deliziosa sensazione dell'essere straniero senza però sentirti un estraneo.
È difficile da spiegare, ma questo lungo viaggio in autobus - che poteva comodamente essere evitato con un rapido volo aereo - mi fa sentire viva, mi fa star bene. Un'esperienza forte, ma decisamente affascinante.

Il visto per la Cambogia si richiede al confine, a Poipet.
Poipet è molto losca (che non significa pericolosa, eh), più di altri luoghi di frontiera.
Casinò, agenzie non ufficiali per richiedere il visto, bambini dal viso dolcissimo che ti toccano la mano e ti supplicano chiedendo qualche monetina.
E fai troppa fatica a dire di no.
Lo fai solo perché sai bene che dietro quegli occhietti e quella supplica si nasconde molto di più dell'innocenza di un bambino.
La Cambogia mi ha accolto così. Con questo posto caotico e assurdo.

Richiedere il visto sul posto - e non online - è  un'esperienza che consiglio a tutti coloro che non hanno troppa fretta.
Dovrebbe essere un affare piuttosto serio e invece questa storia del visto sembra quasi un grattacapo, un gioco, una sorta di caccia al tesoro. Volare da uno sportello all'altro fino a raggiungere quello ufficiale e ottenere il tanto bramato visto del Regno di Cambogia.
Nei tanti attimi di perplessità, tra uno sguardo di stupore frammisto a sconcerto e una risata, familiarizzare con i compagni di viaggio - e di sventura - è stato davvero semplice.
Sono questi i momenti in cui non mi sento italiana, ma semplicemente cittadina del mondo.
Sì, questa procedura per ottenere il visto ci è sembrata quasi una sorta di sfida alla Pechino Express in cui ti ritrovi a far squadra con i tuoi compagni di gioco. La differenza è che qui i soldi sono indispensabili. E abbiamo scoperto che per il visto occorrono più dollari del previsto. Già, la polizia al momento  (Aprile 2015) richiede ben 30 dollari per il visto turistico, oltre ad una tassa obbligatoria di 100 Bath.
Perché questa tassa? Ah, bella domanda! :D
Non si conosce il motivo e non si può obiettare.
Forse sarebbe più semplice richiedere il visto online ed evitare questa losca procedura, ma io consiglio di complicare un po' il gioco e farlo sul posto.
Ne vale la pena, anche perché ritrovarsi a gioire con un francese e un'americana per avere finalmente il timbro cambogiano sul passaporto, beh, non ha prezzo! :)

E adesso, col visto, l'avventura può avere davvero inizio!

Ps. Adoro i viaggi lenti perché mi permettono di pensare e di scrivere tanto. Anche questo post.
Informazioni utili

Pullman
Bangkok - Siem Reap
750 bath a testa pasti inclusi
sito ufficiale per la prenotazione: thaiticketmajor.com

Per il visto
Munirsi di una fototessera prima della partenza e - possibilmente - portare con sé 30 dollari e 100 bath per la tassa.