Il Mar Morto.
Ne sento parlare da sempre, sin dai primi anni di scuola. Nell'ora di storia, nell'ora di geografia, nell'ora di religione.
E' inevitabile, quindi, che il Mar Morto crei aspettative e suggestione ancor prima di vederlo dal vivo.
Ancor prima che lo sguardo si perda all'orizzonte, in questo lago talmente immenso e salato da essere chiamato mare.

Il fatto è che non ti aspetti così tanta bellezza.
Già. Il nome, Mar Morto, ti frega.
Un nome non certo casuale, dal momento che nei secoli, in seguito a terremoti ed evaporazione, il Mar Morto è diventato salatissimo e inadatto per la crescita di qualsiasi forma di vita animale e vegetale.

Eppure chi - come me - è assetato di nuovi orizzonti e luoghi imperdibili, beh, al Mar Morto deve andarci. Almeno una volta nella vita.
I motivi sono innumerevoli, ma cercherò di elencarne alcuni.

Innanzitutto perché il Mar Morto è una depressione: si trova oltre 400 metri sotto il livello del mare.
E' questo il punto più basso della Terra e - diciamocelo - è un motivo di orgoglio [e di vanto, qui i compagni di viaggio capiranno].



Il secondo motivo è il relax. Al Mar Morto ci si rilassa davvero.
Dimenticate le preoccupazioni e affogate i dispiaceri nelle acque del Mar Morto.
O meglio... galleggiate sulle acque del Mar Morto.
Ebbene sì. Un'esperienza sensazionale e oserei dire unica al mondo. Resistere all'acqua calda e oleosa non sarà faticoso, a patto che non abbiate alcun tipo di ferita sulla pelle - e che non abbiate la geniale idea di schizzare l'acqua negli occhi.
Perché il Mar Morto è come l'olio di alta qualità: pizzica.

Anche i più scettici come mio padre - l'ho spiegato in questo post su Volagratis - non possono che cedere al fascino del Mar Morto.
Mar Morto è anche sinonimo di salute e benessere.
Nell'acqua, infatti, è presente una composizione di sali e minerali unica al mondo e di grande beneficio per il corpo. Inoltre, il letto del "lago salato" offre depositi di fango nero facilmente applicabile (ho ceduto anche io, nella foto qui sotto). Questi fanghi, venduti in tutto il Paese, apportano alla pelle importanti principi nutrienti.

Il Mar Morto è quindi un dispensatore di salute e per questo motivo è anche una delle destinazioni del turismo medico. Pare infatti che i suoi benefici siano miracolosi per coloro che soffrono di psoriasi.

Infine, last but not least, i tramonti sul Mar Morto.
Sono magia pura, tanto da entrare prepotentemente nella "top 3" dei tramonti più belli che io abbia mai visto.
Il cielo diventa color pesca e offusca l'orizzonte, così che non è più ben chiaro dove finisce il Mar Morto e dove inizia lo Stato di Israele.

Mi viene in mente una frase di Baricco:

“E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, 
esplode lo spettacolo. 
I tramonti.”

Tramonti da vivere galleggiando nel lago salato, da ammirare sostando su una terrazza panoramica, o - ancora meglio - aspettando che arrivi la sera stando a mollo in una delle incredibili infinity pool presenti nel resort in cui si alloggia (noi eravamo al Movenpick, che vi consiglio vivamente).

Ecco perché la Giordania mi ha scombussolato così tanto.
Per tutta questa meraviglia.
Il Mar Morto, assieme a Petra e al deserto del Wadi Rum - di cui vi parlerò presto - ti entra dentro e non ti molla più.