Due giorni in Puglia per #discoveringValleditria mi sembrano un buon pretesto per tornare a parlarvi della mia terra. Ancora una volta. Il rischio, proponendo spesso contenuti sulla mia regione, è quello di annoiare chi legge e - anche peggio - annoiare persino me stessa. Eppure torno comunque a parlarvi di luoghi già visti, già fotografati e descritti abbondantemente in questo blog. E non lo faccio perché devo, ma perché voglio farlo. Voglio parlarvi di questi due giorni in Puglia in un modo diverso dal solito, prima lasciandomi trasportare dalle emozioni per poi fornire finalmente anche delle informazioni pratiche. Il tour #discoveringValleditria è stato un'occasione per esplorare la Valle d'Itria e i dintorni con occhi nuovi, per lasciarsi contagiare dall'entusiasmo di chi a Ostuni, Locorotondo, Polignano e Alberobello non era mai stato. Di chi non aveva mai dormito in un trullo. Di chi non aveva mai assaggiato il vero panzerotto barese. Di chi non sapeva cosa fosse una teglia di riso patate e cozze. E' stato come se una vocina mi dicesse "Ecco, ti rendi conto della bellezza del posto in cui vivi? Che quello che per te è normale per gli altri ha un significato speciale?" E così, dopo la titubanza iniziale derivante dalla certezza di conoscere troppo bene quei posti, mi sono ritrovata a fare foto con la stessa tenacia di una giapponese in vacanza in Italia. Il mio stupore ha rappresentato la più grande conferma della riscoperta della mia terra. Perché non si finisce mai di imparare, di scoprire, di meravigliarsi. Nemmeno quando si è a pochi chilometri da casa. Non c'è niente da fare. Sono sempre più convinta che la Puglia non mi renderà mai satura, non smetterà mai di conquistarmi.

L'esperienza #discoveringValleditria è stata anche un modo per risvegliare la mia vena culinaria che, ahimè, fatica a venir fuori. Ma, dopo essermi cimentata nella preparazione del

vero panzerotto barese

grazie alla pazienza dello chef

Pierluca Ardito

, prometto che sono pronta per una panzerottata tra amici.

Cucino io, ovviamente! :D

E' ormai ben chiaro che

mi sento fortunata di essere nata nel profondo sud Italia,

in questo meraviglioso lembo di terra chiamato

Puglia. 

E poiché chi non è mai venuto da queste parti è spesso in cerca di informazioni, ho deciso di dedicare la seconda parte di questo post alle

tappe di #discoveringValleditria

per un

itinerario perfetto

per chi ha intenzione di

trascorrere due o tre giorni in Puglia

.

Un itinerario perfetto in particolare per chi atterra all'aeroporto di Bari.

Dove dormire? 

Chi è in cerca di un'esperienza unica al mondo, non può che cedere alla semplicità dei trulli.

Sì, perché il

fascino dei trulli

risiede proprio nel fatto che si trovano solo ed esclusivamente in Puglia, in particolare nella zona della Valle d'Itria.

Noi abbiamo dormito nei trulli del 

Grand Hotel La Chiusa di Chietri

, alle porte di Alberobello.

Queste sistemazioni, avvolte dal tipico paesaggio bucolico dell'antica tradizione contadina, riassumono e simboleggiano la cultura pugliese. E caricano il soggiorno della suggestione che solo un'atmosfera senza tempo come questa riesce a regalare.

Ecco, per me

dormire in un trullo è un'esperienza da provare almeno una volta nella vita

(l'avevo già detto 

qui

).

Cosa vedere?

Da pugliese vi posso dire che c'è tantissimo da vedere.

Ma, avendo a disposizione solo due o tre giorni (un week end, insomma), in questo post sono costretta a dare la priorità solo ad alcuni borghi.

Locorotondo

è uno di quei posti da non perdere.

Piccino e caratteristico, questo delizioso borgo rientra tra i più belli d'Italia.

Per innamorarsene occorre perdersi tra i suoi vicoletti ben curati fino ad arrivare a quello che gli abitanti - benché non ci sia il mare - chiamano il "

lungomare

di Locorotondo", ma in realtà è una via suggestiva da cui si può ammirare la facciata prospettica con le tipiche

cummerse

(tetti spioventi tipici del posto). E non solo: il lungomare rappresenta anche il balcone che si affaccia sulla Valle d'Itria.

Ostuni

è la Città Bianca.

Un tuffo tra il lindore dei suoi vicoli e le sue candide pareti.

Che non me ne vogliano gli altri borghi, ma per me Ostuni rappresenta un must-see, uno dei posti più belli della Puglia (ne ho parlato anche

qui

).

E quando arriverete alla

porta sul cielo

, sono certa che rimarrete estasiati.

L'ulivo è uno degli emblemi della Puglia.

Gli ulivi giocano, infatti, un ruolo estremamente importante sia per quanto concerne la produzione di olio extravergine d'oliva - e quindi l'aspetto economico, sia per quanto riguarda il mantenimento dell'equilibrio ambientale.

In Valle d'Itria vi è una concentrazione particolarmente alta di

ulivi secolari

, una ricchezza dal valore immateriale. In particolare, nella zona

tra Fasano e Ostuni

, ci si può imbattere in ulivi che vantano anche

più di tremila anni

!

Come riconoscerli? Dando un'occhiata al tronco: ogni etichetta presente sul tronco è garanzia di anzianità.

Per la prima volta, durante #discoveringValleditria, abbiamo visto questi ulivi così anziani e ovviamente abbiamo scavalcato il muretto a secco (e la sottoscritta si è procurata anche un bel taglio) per ammirarli da vicino. Alcuni ulivi sono davvero bellissimi, opere d'arte realizzate da Madre Natura. Opere d'arte naturali che sono nello stesso punto da più di mille anni. Che resistono al caldo torrido, all'inverno gelido e alle intemperie da più di mille anni.

Lo so, tutto questo è normale, ma, quando ci si trova davanti ad ulivi di questo tipo, risulta riduttivo chiamarli alberi. Viene quasi voglia di abbracciare queste creature, credetemi - e prendetemi pure per pazza!

E secondo me una visitina a questi ulivi va assolutamente inclusa in un itinerario tra Valle d'Itria e dintorni.

Polignano

è un gioiello. Un altro di quei posti che non stancano mai.

Perché ogni volta che ci torno vengo rapita dalla sua bellezza, a partire dalla terrazza a strapiombo sul mare per finire alle scritte sulle pareti che riportano citazioni di celebri poeti.

Ecco, Polignano è poesia (e non servono istruzioni per capirlo).

Ricordatevi di fare una breve sosta al Mago del Gelo per il celebre

caffè speciale

, un must a Polignano.

La focaccia più buona? Provate quella del

panificio Delle Noci

. Io adoro quella con le zucchine!

E infine, non in ordine di importanza, trascorrendo due giorni in Puglia non si può non visitare

Alberobello

.

Alberobello è uno dei siti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

E per questo motivo pullula sempre di visitatori.

Sì, Alberobello è turistica. Ci sono trulli ovunque. Sulle macchine fotografiche vintage di plastica, sui ventagli, sulle magliette, sui bracciali... ovunque.

Non poteva non accadere. Perché non esiste al mondo un posto con le stesse costruzioni antiche e lo stesso spettacolo che offre Alberobello.

E ci mancavo da due anni.

E' stato bello riscoprire da turista la spettacolare città dei trulli.

Dall'unicità del panorama con i coni fatti di chiancole all'imponenza del Trullo Sovrano.

Dalle vie più gettonate con i trulli più fotografati al mondo per finire all'

Aia piccola

, la zona meno conosciuta e più autentica di Alberobello.  A mio avviso molto tranquilla e piacevole.

Questo è l'itinerario che in due giorni è riuscito a regalarmi

energie positive e belle emozioni

.

Merito anche della compagnia, che mi sembra doveroso ringraziare (col cuore!): l'intero personale della 

Chiusa di Chietri

, i ragazzi di

Alberobelloexperience

, i mitici ragazzi di 

igerspuglia

 che adoro ogni giorno di più, la mia dolce Benny di 

igersvalleditria

, la simpaticissima Sara di 

Girovagate

, il geniale e super creativo 

Giuseppe

, la bella gattara fiorentina (e un po' napoletana) 

ruberry

 e infine la mia guanciotta 

Farah

 che ho stretto fino alla nausea. Grazie anche agli altri ragazzi che hanno partecipato alla cooking class e alla dimostrazione col casaro :)

E ancora una volta

devo ringraziare la Puglia

. Che

non mi annoia mai

!