"Il Molise non esiste.
E' un prolungamento dell'Abruzzo. O forse un prolungamento della Puglia.
Quel che è certo è che il Molise non esiste."

Ci ridono su i molisani. Sanno bene che poco tempo fa sul web girava un articolo in cui si evidenziava - in maniera abbastanza palese - che la maggior parte degli italiani non riesce a collocare il Molise nella giusta posizione sulla cartina geografica del Paese. O, ancora peggio, molti italiani dimenticano addirittura l'esistenza della regione.

Per sfatare quel che si dice, la mia amica Marika Laurelli - molisana doc di Campobasso e ideatrice del progetto #ilmoliseesiste - ci ha invitato a trascorrere un weekend nella sua amata terra.
E agli inviti non si dice mai di no.

Partiamo dall'arrivo a Campobasso.
Venendo da Napoli, avremmo dovuto metterci non più di un'ora. Ma il navigatore ci ha fatto perdere ben due ore lungo il tragitto evitando di farci incontrare qualsiasi insegna stradale con su scritto "Campobasso". Come se volesse assicurare la veridicità del detto "Il Molise non esiste".

Eppure la calorosa accoglienza ci ha fatto subito sentire a casa. Ci ha fatto subito attribuire dei volti a una regione che deve per forza avere qualcosa di buono.
In primis la sua gente, che ringrazio vivamente per avermi fatto sentire a mio agio.
Non solo Marika e Diego, ma anche tutti gli amici e conoscenti. Il barman (anzi dovrei dire i barman visto che ho perso il conto degli spritz, delle birre e dei locali in cui siamo entrati), i camerieri, i ragazzi della gelateria fantastica nel centro storico, lo staff de "La Taverna dei Re".
Mai un'occhiataccia, mai una risposta sgarbata.

E poi, beh, ci sarebbe la cucina molisana - che da sola vale l'intero viaggio.
Pappardelle al cinghiale (e chi le dimentica?), cavatelli al pomodoro, caciocavallo, mozzarelle e vino. Tanto vino locale.


Più che un capoluogo di regione, Campobasso mi ha dato l'idea di un paese. Uno di quei paesi in cui tutti si conoscono, in cui la gente è fortemente legata alle tradizioni, ai valori, alle cose genuine della vita.
Il centro storico è un gioiellino fatto di una miriade di scalini, caruggi caratteristici, scorci interessanti. Ci tornerei per scattare qualche foto di giorno e mostrarvelo meglio.
Quando si arriva in cima alla città, si respira aria pura a pieni polmoni. Proprio come quei borghi di montagna in cui, man mano si prende quota, prevale la natura.
Campobasso non è una grande metropoli, ma ha tutta l'aria di un paese con una storia da raccontare.

In un weekend non si può pretendere mica di esplorare l'intera regione, ma un'idea approssimativa ce la siamo fatta.
Soprattutto dopo aver visto il sito archeologico di Altilia, fiore all'occhiello della zona.
Trascorrere qualche ora ad Altilia significa tornare indietro nel tempo. Si tratta di una città risalente all'epoca preromana e rimasta pressochè intatta.
Le botteghe, gli archi, il mulino ad acqua, il mausoleo, il teatro...
Tra questi reperti si respira ancora la storia vissuta nei secoli da queste colonne, dai ciottoli delle strade, dai gradini del suo maestoso teatro. Ed è incredibile pensare che i romani hanno calpestato quello stesso suolo, pensare che proprio lì sorgevano le loro abitazioni.
Senza grandi sforzi, passeggiando tra i reperti archeologici, si possono ben immaginare le botteghe dei mercanti,  il vociare dei pastori. La vita quotidiana dell'epoca prende facilmente forma nella mente. 



A pensarci bene, fatta eccezione per Pompei ed Ercolano, non ho mai visto un'intera città dell'epoca in questo stato. E allora sorge spontanea la domanda: Perchè in giro se ne parla poco?
Si potrebbe fare molto di più per Altilia. E non solo per Altilia, ma per tutto il Molise. 
Ci sono zone dalla bellezza incontaminata che conoscono solo i molisani. Perchè?
La quiete, la natura incontaminata e l'atmosfera intima potrebbero essere un punto di forza per questa regione.  Una regione che ha bisogno di una spinta per decollare e dire a tutti "Ehy, io ci sono".

L'anno scorso l' ho detto per la Basilicata (che in questi mesi sta facendo davvero tanto rumore), questa volta lo dico per il Molise e spero che sia di buon auspicio anche per questa terra.
Il Molise esiste!

Grazie Marika. Grazie Diego. Grazie Federica (Kika e Rica), Ilaria, Giuseppe e tutti gli altri.
Sono stata benissimo da voi. E torno presto, eh! Promesso!